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I drammi e le paranoie della scuola superiore rivivono - online - in un innovativo sito multimediale.
Di Andrea Dudrow
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A suscitare nella maggior parte di noi nostalgiche memorie della scuola superiore non sono sicuramente gli "appassionanti" ricordi delle lezioni di chimica o le battute durante l'ora di trigonometria. Sono invece gli amici, le cotte che ci hanno fatto sognare e i piccoli drammi (che allora sembravano così grandi) che scorrevano come una pellicola sullo sfondo di un corridoio tappezzato da file di armadietti. Per la cineasta newyorkese Maya Churi, questi ricordi sono vivi e online a Letters From Homeroom (U.S), un sito multimediale costruito intorno ad una serie di brevi sequenze che ripercorrono la cronaca delle vicende quotidiane (e dei drammi) di due immaginari studenti della scuola superiore. L'ispirazione per i filmati è nata due anni fa mentre Churi faceva pulizia nella soffitta dei genitori. "Ho trovato un'enorme borsa, colma di messaggi che avevo scritto e che gli amici mi avevano indirizzato durante le lezioni. Così mi sono seduta e li ho letti tutti quanti", racconta. "Sapevo di dover realizzare in qualche modo un film su questo materiale". Churi, redattrice allo Indiewire (U.S) , laureata alla scuola di regia della New York University, ha rapidamente reclutato un gruppo di amici che l'aiutassero con il progetto. E' poi tornata a Philadelphia, presso la scuola superiore da lei frequentata, e ha seguito le audizioni di 130 ragazzi in lizza per aggiudicarsi i cinque ruoli del film. Churi ha inizialmente girato i 24 minuti del film come una serie lineare di messaggi che le due protagoniste, Alix e Claire, si scambiano. Ben presto però si è resa conto che Internet sarebbe stato il mezzo ideale per la distribuzione del film e si è accinta così a dividerlo in 17 brevi sequenze. |
| Il sito ha riscosso sino ad oggi un enorme successo tra i teenager, arrivando a toccare i 15.000 contatti al giorno nelle prime tre settimane. Non solo. Giungono a valanga anche i messaggi di posta elettronica che i fan inviano ai protagonisti. Churi attribuisce parte di tale successo alla scelta del canale. "I teenager non si recano certo ai festival del cinema", afferma. "Se voglio davvero che il pubblico per il quale è pensato veda questo film, devo diffonderlo attraverso Internet". In aggiunta, il sito è popolare anche presso le persone che hanno dai 18 ai 30 anni, le cui esperienze scolastiche risalgono allo stesso periodo in cui Churi ha frequentato la scuola superiore. Nonostante il video si stia ancora affermando come parte di Internet, Churi è convinta che il Web abbia le potenzialità per rivoluzionare dalle fondamenta l'industria cinematografica. "L'elemento di reale forza di Internet è ciò che circonda la sequenza video: la storia raccontata, i contenuti aggiuntivi, la creazione di mondi virtuali che sono anche interattivi. E questa è la direzione in cui vedo muoversi in futuro gli autori". Detto questo, Churi non ha ancora fatto piani sulla presentazione di "Letters From Homeroom" in sedi più tradizionali. "Ho intenzione di seguire quella strada se si può mostrare anche il sito", spiega. |
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Churi e il suo team hanno realizzato il sito con Adobe GoLive, mentre il video e l'audio sono stati completati utilizzando Adobe Premiere. Il sito è presentato da Nora Barry di Druidmedia, il cui sito interattivo The Bit Screen (U.S) ha mostrato in anteprima molte delle sequenze prima del lancio vero e proprio. Churi si è inoltre avvalsa di un contributo da parte della Creative Capital Foundation (U.S), ospitata all'interno della Fondazione Andy Warhol, per completare il progetto. Benché Churi potesse contare sul vantaggio offerto dai bassi costi degli strumenti per la digitalizzazione del video, si è resa conto tuttavia che persino progetti come questo possono diventare ben presto costosi a causa delle ingenti spese imposte dall'assicurazione per le riprese all'interno di una scuola pubblica. "Per ogni somma incassata grazie al progetto, la Creative Capital Foundation incamera una piccola percentuale e la devolve ad altri artisti", spiega Churi. "Concordo in pieno con questa iniziativa". Churi sta ora lavorando duramente al prossimo progetto, un sito che racconti gli ultimi pasti dei condannati a morte. Non ha comunque intenzione di interrompere presto il lavoro su "Letters From Homeroom". "Continuerò a lavorarci finché nessuno visiterà più il sito", dice. Lo scrittore freelance Andrea Dudrow diplomatosi nel 1989 - lo stesso anno di Maya Churi. |
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