Gli acquirenti possono ritirarsi da un contratto?

Scopri di più sui contratti di acquisto, sulle circostanze in cui gli acquirenti possono ritirarsi e sulle possibili ripercussioni.

Quando acquisti una casa, può capitare che la vendita non vada a buon fine per diversi motivi. Potrebbero insorgere problemi che impediscono al venditore di vendere, ma spesso capita anche che gli acquirenti abbiano dubbi e ripensamenti. Scopri di più sui contratti di acquisto e sulle conseguenze per gli acquirenti che si ritirano.

Posso ritirarmi da un’offerta accettata?

Quando si fa un’offerta per una casa e il venditore la accetta, viene sottoscritto un cosiddetto contratto di acquisto, cioè un contratto immobiliare standard che definisce i dettagli della vendita. In caso di ripensamento, in genere è possibile ritirarsi dall’accordo, ma può diventare complicato in base alle circostanze.

Ci sono ripercussioni in caso di ritiro?

Poiché un contratto è un documento legale vincolante, se desideri ritirarti da un’offerta di acquisto che il venditore ha già accettato, potrebbero esserci conseguenze.

Quando concludi questo tipo di accordo, in genere devi anticipare un acconto per dimostrare che intendi far fronte all’impegno assunto. Si tratta di una “caparra confirmatoria”, che in genere corrisponde all’1-3% del costo dell’immobile. Se il ritiro dalla vendita non è dettato da motivi validi, è molto probabile perdere la caparra. Questa somma risarcisce il venditore per il tempo in cui la casa è rimasta fuori dal mercato.

Tuttavia, se ritiri l’offerta prima che il venditore firmi, non dovresti subire conseguenze. Questo vale anche se il venditore non rispetta determinati requisiti o scadenze definiti nel contratto di acquisto originale.

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