Ti stai avventurando nel mondo affascinante della scrittura della tua tesi. Hai fatto molte ricerche, hai scritto tante pagine e ora sei quasi alla fine del tuo percorso. Ma c'è un elemento importante, che molti studenti temono, ed è la bibliografia. Sicuramente è già un compito piuttosto gravoso in sé, e se la tua università o il tuo professore chiedono uno stile particolare per la bibliografia, come quello APA (American Psychological Association), potresti avere diversi dubbi. Nessuna paura, questa guida ti aiuterà a risolvere le tue incertezze.

Che cos’è la bibliografia APA? E perché è importante per la tesi?

Lo stile APA è uno dei sistemi di citazione più diffusi al mondo, particolarmente utilizzato nelle scienze sociali, nelle scienze comportamentali (psicologia, sociologia, antropologia), nell'educazione e in alcune discipline infermieristiche e mediche. È stato sviluppato dall'American Psychological Association per garantire chiarezza, concisione e coerenza nella comunicazione scientifica. Prima di approfondire lo stile di citazione APA, ecco una breve definizione di bibliografia; se poi vorrai saperne di più su questo elemento essenziale di ogni lavoro accademico, ti consigliamo di leggere anche l’articolo dedicato interamente alla bibliografia nel mondo accademico.

La bibliografia, o lista delle referenze, è l'elenco di tutte le fonti (libri, articoli, ecc.) che hai consultato e citato nel corpo della tua tesi. È la prova tangibile che il tuo lavoro si basa su una ricerca solida e credibile. Negli ultimi decenni, alla bibliografia si è aggiunta la sitografia, che contiene tutte le fonti online, come siti web, pagine istituzionali ecc. consultate per scrivere l’elaborato.

Perché è importante usare lo stile APA?

Sono molti i motivi per cui usare lo stile APA può dare una marcia in più alla tua tesi. Qui di seguito ne elenchiamo alcuni.

  1. Credibilità e rigore scientifico: come ben sai, la tua tesi è un documento scientifico. Utilizzare lo stile APA dimostra che hai aderito agli standard accademici riconosciuti, che sai come riconoscere e attribuire correttamente le fonti, un pilastro fondamentale dell'integrità accademica. Questo è un segnale di professionalità e rigore metodologico per il tuo relatore e per la commissione.
  2. Trasparenza e verificabilità: la bibliografia permette a chiunque legga la tua tesi di rintracciare facilmente le fonti originali. Se un lettore vuole approfondire un punto specifico o verificare le informazioni che hai presentato, la tua bibliografia APA gli fornisce tutti gli strumenti per farlo.
  3. Evitare il plagio: forse l'aspetto più critico tra tutti. Non citare correttamente le fonti da cui hai attinto idee, concetti, dati o citazioni dirette è considerato plagio. Il plagio è una violazione gravissima dell'etica accademica e può portare a conseguenze gravi, tra cui l'annullamento della tua tesi o del tuo titolo di studio. Lo stile APA ti fornisce il framework per evitare questo scoglio.
  4. Coerenza e leggibilità: immagina se ogni autore usasse un sistema di citazione diverso. Sarebbe un caos! Lo stile APA offre un formato standardizzato che rende la bibliografia uniforme e facile da consultare. Questa coerenza migliora la leggibilità del tuo elaborato e ne facilita la navigazione.
  5. Rispetto del lavoro altrui: citare è un atto di rispetto verso gli autori che hanno contribuito al progresso con le loro ricerche e idee. Riconoscere il loro lavoro è un principio etico fondamentale della ricerca.

Elementi fondamentali e regole di formattazione delle citazioni

Due elementi principali

Lo stile APA è composto da due elementi principali, che analizzeremo nei paragrafi successivi, dove troverai anche numerosi esempi pratici che ti aiuteranno nella stesura della tua bibliografia.

  • Citazioni nel testo: brevi riferimenti che appaiono direttamente nel corpo del tuo elaborato, ogni volta che citi, parafrasi o fai riferimento a una fonte.
  • Lista delle referenze: elenco completo e dettagliato di tutte le fonti citate nel testo, posizionato alla fine del tuo elaborato.

È fondamentale essere consapevoli che queste due parti sono strettamente collegate: ogni fonte citata nel testo deve apparire nella lista delle referenze, e viceversa.

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Regole di formattazione

Nella seguente tabella riepiloghiamo le regole d’oro per formattare la lista delle referenze APA secondo quanto indicato nell’ultima edizione (la settima, ad oggi la più comune):

Alcuni di questi elementi possono essere impostati facilmente in qualsiasi programma di videoscrittura, ad esempio Microsoft Word o Apache OpenOffice; quindi, una volta completata la stesura della tua tesi, ricordati di salvare il file in PDF per evitare modifiche accidentali o problemi di formattazione in fase di stampa. Per salvare il tuo documento Word in PDF vai su File > Salva con nome > PDF. In alternativa puoi convertire il tuo file Word in PDF usando le funzionalità di Acrobat online. Se richiesto dalla tua università, scegli il formato PDF/A, specifico per l’archiviazione.

Elemento
Formattazione richiesta
Pagina
La lista delle referenze inizia su una nuova pagina, dopo la conclusione del tuo testo e prima di eventuali appendici
Titolo
In cima alla pagina, centra la parola "References" (o "Riferimenti" se stai scrivendo in italiano e le linee guida lo permettono, ma "References" è più comune). Non mettere in grassetto o sottolineare il titolo
Ordine alfabetico
Tutte le voci della lista devono essere ordinate alfabeticamente per cognome del primo autore; se un'opera non ha un autore, usa il titolo per l'ordine alfabetico
Rientro sporgente
La prima riga di ogni voce della referenza è a filo con il margine sinistro, mentre le righe successive della stessa voce sono rientrate di circa 1,27 cm (o 0,5 pollici). Puoi impostarlo facilmente in Word o altri programmi di videoscrittura
Interlinea
Usa la doppia spaziatura per l'intera lista delle referenze
Maiuscole e corsivo
Segui attentamente le regole per l'uso delle maiuscole e del corsivo per titoli di opere, riviste, libri, ecc.
Alcuni di questi elementi possono essere impostati facilmente in qualsiasi programma di videoscrittura, ad esempio Microsoft Word o Apache OpenOffice; quindi, una volta completata la stesura della tua tesi, ricordati di salvare il file in PDF per evitare modifiche accidentali o problemi di formattazione in fase di stampa. Per salvare il tuo documento Word in PDF vai su File > Salva con nome > PDF. In alternativa puoi convertire il tuo file Word in PDF usando le funzionalità di Acrobat online. Se richiesto dalla tua università, scegli il formato PDF/A, specifico per l’archiviazione.

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Esempi pratici di citazioni in stile APA

L’impaginazione della tesi di laurea

Ora, arriviamo ad esempi pratici che ti mostrano come citare le varie fonti nell’elenco delle referenze. Ricorda che la struttura di base per una referenza APA è: Autore, Data, Titolo, Fonte. Ma le piccole variazioni sono cruciali!

Libri

Struttura base: Autore, A. A. (Anno). Titolo del libro in corsivo: Sottotitolo del libro (Edizione, se presente). Editore.

Un autore

Esempio: Rossi, M. (2020). Psicologia del benessere: Principi e applicazioni. FrancoAngeli.

Due autori: separa i nomi con una virgola e usa "&" prima dell'ultimo autore.

Esempio: Verdi, L., & Bianchi, A. (2018). Sociologia delle migrazioni. Il Mulino.

Tre o più autori (fino a 20): elenca tutti i cognomi e le iniziali, separati da virgole, con "&" prima dell'ultimo.

Esempio: Gialli, F., Neri, P., Rossi, M., & Bianchi, S. (2019). Metodi di ricerca quantitativa. Carocci.

Più di 20 autori: elenca i primi 19 autori, poi aggiungi puntini di sospensione (...) e infine il nome dell'ultimo autore.

Libro con curatore (editor)

Esempio: Esposito, C. (Ed.). (2022). Il futuro dell'intelligenza artificiale. Einaudi.

Capitolo di un libro curato (a cura di)

Esempio: Russo, G. (2021). Il ruolo delle emozioni nell'apprendimento. In D. Ferrari (Ed.), Manuale di psicologia educativa (pp. 120-145). Laterza.

Articoli di rivista scientifica

Questi sono probabilmente le fonti più comuni e importanti per una tesi.

Struttura base: Autore, A. A. (Anno). Titolo dell'articolo. Nome della Rivista, volume (fascicolo), pagine. DOI (se disponibile)

Il DOI (Digital Object Identifier) è un codice alfanumerico univoco che identifica gli articoli digitali e ne facilita il ritrovamento. È fondamentale includerlo, se disponibile.

Articolo con DOI

Esempio: Brambilla, P. (2017). La percezione del rischio climatico in Italia. Rivista Italiana di Sociologia, 57(3), 321-340. https://doi.org/10.1234/ris.2017.001

Nota: Non mettere il DOI come link cliccabile, basta il testo. Non aggiungere "DOI:" prima del codice.

ARTICOLO SENZA DOI (in genere, articoli più vecchi o di riviste non digitali):

Esempio: Martini, S. (1995). L'evoluzione del concetto di cittadinanza. Studi Storici, 36(2), 150-170.

Siti e pagine Web

Le fonti online richiedono attenzione extra, poiché possono cambiare o scomparire. Ne abbiamo parlato in modo approfondito in questo articolo dedicato alla sitografia.

Struttura Base: Autore, A. A. (Data di pubblicazione). Titolo della pagina o dell'articolo in corsivo. Nome del Sito Web. URL

Con autore

Esempio: Bianchi, R. (2023, 15 gennaio). Le nuove frontiere della robotica. Robotica Oggi. https://www.roboticaoggi.it/nuove-frontiere

Senza autore: usa il nome dell'organizzazione o il titolo della pagina.

Esempio: Organizzazione Mondiale della Sanità. (2024, 10 marzo). Linee guida per la prevenzione del COVID-19. https://www.who.int/covid19-prevention

Senza data: indica "(s.d.)" per "sine data".

Esempio: Museo Egizio. (s.d.). La storia dei faraoni. https://www.museoegizio.it/storia-faraoni

Attenzione: non è più necessario indicare "Recuperato da..." o la data di accesso, a meno che la fonte sia volatile (ad esempio, un forum o un wiki che cambia continuamente e per cui la data di accesso è rilevante per la specifica informazione recuperata). Per la maggior parte dei siti web, la data di pubblicazione è sufficiente.

Articoli di giornale o riviste non scientifiche

Articolo di giornale online

Esempio: Rossi, L. (2024, 5 febbraio). La crisi energetica in Europa. Corriere della Sera. https://www.corriere.it/crisi-energetica

Articolo di giornale stampato

Esempio: Rossi, L. (2024, 5 febbraio). La crisi energetica in Europa. Corriere della Sera, p. 12.

Tesi di laurea o dottorato pubblicate online

Tesi da database istituzionali (es. archivio online dell'università, ProQuest Dissertations & Theses)

Esempio: Morandi, A. (2021). L'impatto della didattica a distanza sulle performance cognitive degli studenti universitari [Tesi di laurea magistrale, Università degli Studi di Milano]. Archivio Istituzionale. https://tesi.unimi.it/morandi_tesi

Tesi da repository generic (es. ResearchGate, Academia.edu)

Esempio: Bianchi, E. (2020). Analisi del comportamento dei consumatori online [Tesi di dottorato non pubblicata]. ResearchGate. https://www.researchgate.net/publication/bianchi_tesi

Rapporti e documenti istituzionali

Rapporto di un'organizzazione (con autore)
Esempio: Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). (2023). Rapporto annuale sulla povertà in Italia. ISTAT.

Rapporto di un'organizzazione (senza autore specifico, l'organizzazione è l'autore)
Esempio: World Health Organization. (2020). Global tuberculosis report 2020. https://www.who.int/publications/i/item/9789240006558

Citazioni nel testo

Anche se il focus di questo articolo è sulla bibliografia, è fondamentale ricordare che ogni fonte nella tua lista delle referenze deve avere almeno una citazione nel testo. Le citazioni nel testo indicano al lettore dove provengono le informazioni.

Citazione diretta (con virgolette): quando riproduci esattamente le parole di un altro autore. Includi l'autore, l'anno e il numero di pagina.
Esempio: "La psicologia è una scienza complessa" (Rossi, 2020, p. 45).

Parafrasi (non virgolettate): quando riassumi o rielabori le idee di un altro autore con le tue parole. Includi l'autore e l'anno. Il numero di pagina è raccomandato ma non obbligatorio. Esempio: Secondo Rossi (2020), la psicologia è una disciplina complessa che richiede un approccio multifattoriale. Oppure: La psicologia è una disciplina complessa che richiede un approccio multifattoriale (Rossi, 2020).

Più autori
Due autori: (Verdi & Bianchi, 2018). Tre o più autori: Usa solo il cognome del primo autore seguito da "et al." e l'anno. (Gialli et al., 2019).

Senza data: (Autore, s.d.). Senza autore: usa il titolo abbreviato o il nome dell'organizzazione. (Organizzazione Mondiale della Sanità, 2024).

Prima di concludere, un ultimo consiglio pratico: inizia a costruire la tua bibliografia e a inserire le citazioni nel testo fin dall'inizio della tua tesi. Non aspettare l'ultimo minuto! Man mano che trovi una fonte utile e decidi di usarla, inseriscila subito in un software di gestione bibliografica o nel tuo documento provvisorio della bibliografia. Questo ti eviterà di arrivare a ridosso della consegna della tesi e di scordare involontariamente qualche riferimento citato nel testo.

Domande frequenti

Che cos’è lo stile APA?

Lo stile APA, Publication manual of the American Psychological Association (7a ed.), si basa sul sistema autore-data per i riferimenti bibliografici nel testo. È un elenco utilizzato per citare le fonti nel testo e fornire ai lettori informazioni per reperire tali fonti. Deve essere ordinato alfabeticamente per cognome dell'autore.

Come trasformare una citazione in APA?

In Microsoft Word, nel gruppo Citazioni e bibliografia della scheda Riferimenti fai clic sulla freccia accanto a Stile. Seleziona lo stile da usare per la citazione e la fonte. Posizionati alla fine della frase che desideri inserire come citazione e seleziona Inserisci citazione > Aggiungi nuova fonte.

Dove va inserita la bibliografia nella tesi?

Generalmente, la bibliografia viene inserita come parte finale dell'elaborato e, proprio perché deve essere chiara e comprensibile al lettore, è importante che rispetti delle linee guida particolari.

Quanto deve essere lunga la bibliografia della tesi?

Naturalmente, non esiste una risposta uguale per tutti, perché la lunghezza della bibliografia varia a seconda delle quantità di riferimenti che avrai aggiunto alla tua tesi. Tuttavia, di norma non supera le 3-4 pagine (per la tesi triennale) e le 4-6 pagine (per la tesi magistrale).

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