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Come scrivere e organizzare la bibliografia della tesi

Spesso sottovalutata, la bibliografia della tesi è in realtà una delle parti più importanti del lavoro accademico, perché permette di valutare il livello di approfondimento dell’elaborato e le fonti utilizzate. Scopriamo insieme come scriverla e organizzarla al meglio.

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Pila di libri accademici su scrivania in legno e sfondo azzurro.
Nella scrittura accademica, la bibliografia della tesi è fondamentale per dare credibilità al lavoro svolto. Questa sezione, infatti, permette a chi legge di verificare la validità scientifica del documento, indica la qualità della ricerca e consente agli interessati di approfondire gli argomenti trattati. Per redigerla in modo corretto, però, occorre seguire determinate regole: in questa guida risponderemo ai dubbi più comuni e ti offriremo strumenti pratici per compilarla in modo impeccabile.

Che cos’è la bibliografia di una tesi

La bibliografia della tesi è un elenco ordinato che include tutte le fonti usate per redigere un elaborato accademico: libri, saggi, siti web, working paper, articoli tratti da giornali, riviste e pubblicazioni scientifiche e altro. Si tratta di una sezione molto importante in una tesi di laurea, perché permette di:

  • Dare il giusto credito agli autori e alle autrici citati nell’elaborato, nel rispetto del lavoro intellettuale altrui.
  • Dimostrare la validità e l’accuratezza della ricerca svolta.
  • Permettere a chi legge di reperire le fonti e di valutare l’attendibilità scientifica dei temi trattati.
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Come si organizza la bibliografia di una tesi

Se devi scrivere un elaborato accademico, la bibliografia è un passaggio estremamente importante. Per redigerla, dovrai tenere in considerazione diversi elementi.

La scelta dello stile e la norma ISO 690:2021

Esistono stili diversi per l’organizzazione della bibliografia delle tesi. I più comuni sono:

  • Bibliografia APA, molto usata nelle facoltà di Psicologia, Scienze dell'educazione e Scienze sociali.
  • Bibliografia MLA, generalmente preferita in Lingue e Letterature straniere, Filologia, Letterature comparate.
  • Bibliografia Chicago, spesso richiesta in ambito storico o umanistico.
  • Bibliografia Harvard, adottata soprattutto in facoltà come Economia, Management e Scienze Politiche.

È importante, inoltre, conoscere la norma ISO 690:2021. Non si tratta di uno stile e specifico come APA o MLA, ma uno standard internazionale che definisce una serie di criteri uniformi per la citazione delle fonti bibliografiche, sia in formato cartaceo che digitale, indipendentemente dallo stile utilizzato. In contesto accademico, è spesso adottata come linea guida di base per garantire chiarezza, coerenza e tracciabilità delle fonti citate. In ogni caso, ti consigliamo di chiedere al tuo relatore o alla tua relatrice a quale stile attenerti, in modo da redigere la bibliografia della tesi in modo corretto.

I dati bibliografici

Raccogliere i dati bibliografici è fondamentale. Questi includono:

  • Nome e cognome dell’autore (o degli autori).
  • Titolo completo dell’opera.
  • Casa editrice, nel caso di libri o raccolte.
  • Anno e luogo di pubblicazione.
  • URL o DOI (Digital Object Identifier), nel caso di fonti online.

La formattazione

Ogni stile ha le sue regole specifiche. Ad esempio:

  • APA: Gheno, V. (2019). La tesi di laurea. Ricerca, scrittura e revisione per chiudere in bellezza. Bologna: Zanichelli.
  • MLA: Gheno, Vera. La tesi di laurea. Ricerca, scrittura e revisione per chiudere in bellezza. Zanichelli, 2019.
  • Chicago: Gheno, Vera. La tesi di laurea. Ricerca, scrittura e revisione per chiudere in bellezza. Bologna: Zanichelli, 2019.

Nel prossimo paragrafo ti daremo alcune indicazioni sul formato più comune nelle università italiane, come indicato dalla norma ISO 690:2021.

Come citare le fonti nella bibliografia della tesi

I libri sono tra le fonti più citate nella bibliografia delle tesi di laurea, master e dottorato. Come abbiamo visto in precedenza, l’ordine degli elementi relativi al libro da inserire in bibliografia può variare in base allo standard adottato. In genere nelle università italiane si indicano, separati dalla virgola:

  • Il cognome dell’autore del volume, seguito dall’iniziale puntata del nome.
  • Titolo (ed eventuale sottotitolo) in corsivo.
  • Luogo di pubblicazione. Questo dato si trova generalmente nel colophon del volume, insieme alla casa editrice e alla data di pubblicazione. In caso non sia indicato, è necessario inserire la dicitura “s.l.”, ovvero “senza luogo”.
  • Casa editrice.
  • Data di pubblicazione, tra parentesi. Anche in questo caso, se non indicata, scrivere “s.d”, “senza data”.
  • Nel caso ci siano più edizioni del libro, inserire il numero dell’edizione utilizzata.

Un esempio potrebbe essere: Gheno V., La tesi di laurea. Ricerca, scrittura e revisione per chiudere in bellezza, Bologna, Zanichelli (2019).

Citare più libri dello stesso autore

Nel caso tu debba citare più libri dello stesso autore, puoi inserirli in ordine cronologico dal più vecchio al più recente:

Gheno V., La tesi di laurea. Ricerca, scrittura e revisione per chiudere in bellezza, Bologna, Zanichelli (2019) – Grammamanti. Immaginare futuri con le parole, Torino, Einaudi (2024).

Alcune facoltà potrebbero richiedere l’utilizzo delle diciture “idem” o “Id.” (nel caso di autori) e “eadem” o “Ead.” (nel caso di autrici). Avremo quindi:

Gheno V., La tesi di laurea. Ricerca, scrittura e revisione per chiudere in bellezza, Bologna, Zanichelli (2019) Ead., Grammamanti. Immaginare futuri con le parole, Torino, Einaudi (2024).

Ancora una volta, ti suggeriamo di chiedere informazioni al tuo relatore per adottare la dicitura corretta per la bibliografia della tesi.

Citare un libro scritto da diversi autori

Nel caso tu volessi inserire nella bibliografia della tesi un volume scritto da più autori, dovrai seguire le stesse indicazioni di cui sopra, avendo cura di scrivere il cognome e il nome puntato degli autori in ordine alfabetico. Ad esempio:

Faloppa F., Gheno V., Trovare le parole. Abbecedario per una comunicazione consapevole, Torino, EGA-Edizioni Gruppo Abele (2021).

Un tempo, se gli autori erano più di tre, era prassi comune indicare la formula AA. VV., “autori vari”. La norma ISO 690, però, indica come standard la formula che prevede l’inserimento del cognome del primo autore in ordine alfabetico, seguita dalla dicitura “et. al.”. Ad esempio:

Aykol S. et al., La scuola in giallo, Palermo, Sellerio Editore Palermo (2014).

Citare un libro scritto con un curatore

Nel caso in cui un libro sia scritto da un autore, ma curato da un’altra persona, è necessario inserire in bibliografia il nome del curatore o della curatrice tra parentesi dopo il titolo, come segue:

Lûdskanov L., Un approccio semiotico alla traduzione. Dalla prospettiva informatica alla scienza traduttiva, in Osimo B. (a cura di), Milano, HOEPLI (2008).

Citare un articolo pubblicato su un giornale o una rivista

Se vuoi indicare nella bibliografia della tua tesi un articolo tratto da un giornale o una rivista, dovrai includere i seguenti elementi, separati da una virgola:

  • Cognome e nome puntato dell’autore o degli autori.
  • Titolo dell’articolo citato (in corsivo).
  • Titolo del giornale o della rivista in corsivo e tra virgolette, preceduto dalla dicitura “in”.
  • Indicazione del numero del giornale o della rivista.
  • Data di pubblicazione.
  • Pagine consultate.

Ad esempio:

Ricciardi M., Declino dell’anglosfera?, in “Il Mulino”, n° 492, 2017, 533-546.

Citare un sito web

La citazione dei siti web nella tesi di laurea può variare molto in base allo standard utilizzato. Ad esempio:

  • ISO 690:2021: [Autore], (anno). Titolo della pagina o articolo. Nome del sito web. URL.
  • Harvard: Autore/i, (anno). Titolo pagina [online]. Nome sito. [Consultato il]. URL.
  • Chicago: “Titolo dell’articolo”. Anno. Nome del sito, data pubbl. URL.
  • APA: Autore (autori). (Data pubb.). Titolo pagina o Nome sito. URL.

Spesso, inoltre, è richiesto l’inserimento della data di consultazione. Per saperne di più su come citare un sito web, ti consigliamo di leggere la nostra guida completa dedicata alla sitografia nella tesi di laurea.

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Come scrivere la bibliografia di una tesi in Word

Se ti stai chiedendo quali sono gli strumenti più adatti per scrivere la bibliografia della tua tesi, sappi che Microsoft Word è uno dei più usati. Non a caso, include funzionalità molto utili che permettono di gestire le citazioni con efficacia mentre lavori all’impaginazione della tesi.

I passaggi da seguire

  • Apri il file in Word.
  • Vai alla scheda “Riferimenti” nella barra multifunzione.
  • Seleziona lo stile di citazione dal menu a discesa (APA, MLA, ecc.).
  • Fai clic su “Inserisci citazione” > “Aggiungi nuova fonte” e inserisci tutti i dettagli richiesti.
  • Per generare la sezione completa, fai clic su “Bibliografia” o “Inserisci bibliografia”.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra la bibliografia di una tesi e le note?

Le note a piè di pagina sono uno strumento utile per inserire commenti, chiarimenti e citazioni direttamente all’interno del testo. La bibliografia, invece, è l’elenco di tutte le fonti utilizzate per la redazione dell’elaborato accademico.

Qual è la differenza tra bibliografia e sitografia?

Mentre la bibliografia raccoglie tutti i testi, digitali e non, usati come fonti per scrivere la tesi, la sitografia include solo i siti web, le risorse online e i portali consultati. Alcuni professori o università richiedono di separare le due risorse, altri invece chiedono di inserire la sitografia all’interno della bibliografia, in ordine alfabetico.

Quanto dev’essere lunga la bibliografia di una tesi?

La bibliografia di una tesi di laurea o dottorato non deve soddisfare una lunghezza prestabilita. In ogni caso, più la bibliografia è accurata e approfondita, maggiore sarà l’attendibilità del tuo elaborato. La lunghezza dipende anche dal tipo di tesi; indicativamente, quella della laurea triennale può essere più ridotta (10-20 fonti), quella della magistrale più articolata (30-50 fonti) e quella del dottorato più densa (dalle 50 in su, comprese fonti internazionali).

Come devo numerare la bibliografia?

La bibliografia segue la normale numerazione del documento, che in genere parte dal primo capitolo e non include l’introduzione della tesi, dove solitamente si usa numerazione romana.

Devo inserire nella bibliografia dell’elaborato tutti i testi consultati?

Nella bibliografia della tesi devi citare tutti i testi che hai utilizzato per la stesura. Non dovrai inserire i libri o siti che hai consultato, ma che hai scelto di non usare come fonte reale.

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