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La tesi di laurea

La tesi è il traguardo finale di ogni percorso universitario, ma non solo: è anche un’opportunità unica per dimostrare metodo, autonomia e spirito critico. In questa guida completa scoprirai tutto ciò che serve per scriverla, strutturarla e presentarla al meglio.

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Due pile di tesi di laurea su scrivania verde, affiancate da un mazzo di fiori.
Preparare e scrivere la tesi è uno dei momenti più importanti di qualsiasi percorso universitario, triennale, magistrale o dottorato che sia. Questa guida ti accompagnerà passo dopo passo attraverso tutte le sezioni fondamentali dell'elaborato accademico: dalla scelta del tipo di tesi (compilativa o sperimentale) fino alla bibliografia, passando per l'introduzione, i ringraziamenti, l'impaginazione e la discussione. Scoprirai strumenti utili, buone pratiche, curiosità e anche alcuni errori da evitare.

Che cos’è una tesi di laurea

Il termine "tesi" deriva dal greco thésis, che significa "posizione", "affermazione". In ambito accademico, indica un elaborato scritto in cui si espone e si difende una posizione argomentata su un determinato tema a scelta del tesista. Lo scopo di questo testo non è solo dimostrare conoscenze teoriche, ma anche capacità di sintesi, rielaborazione critica e rigore metodologico.

A cosa serve una tesi

La tesi rappresenta l’atto finale a chiusura di un percorso di studi. I suoi scopi sono molteplici:

  • Dimostrare le competenze acquisite.
  • Approfondire un argomento specifico.
  • Sviluppare abilità di scrittura accademica.
  • Dimostrare un pensiero critico.
  • Per chi proseguirà negli studi, prepararsi alla ricerca.

Tipologie di tesi: compilativa e sperimentale

Esistono principalmente due tipi di tesi di laurea: quella compilativa e quella sperimentale.

La tesi compilativa si basa sull’analisi e sulla rielaborazione critica di fonti già esistenti in letteratura. Pertanto, non prevede la raccolta di dati originali, ma richiede comunque spirito critico, capacità di sintesi e organizzazione logica. È molto diffusa nei corsi di laurea triennale e in ambiti umanistici o teorici.

L’elaborato sperimentale, invece, prevede lo sviluppo di un’ipotesi originale tramite la raccolta di dati, esperimenti, test o osservazioni. Per questo motivo, è più comune nei corsi di laurea scientifici e in progetti di ricerca magistrale o di dottorato.

In questa tabella riassuntiva troverai le principali differenze tra questi due tipi di tesi.

CARATTERISTICA
TESI COMPILATIVA
TESI SPERIMENTALE
Obiettivo
Sintesi e analisi critica di testi già esistenti
Produzione di dati o risultati originali e inediti
Metodologia
Analisi bibliografica, confronto tra teorie e autori
Esperimenti, test, rilevazioni, interviste, sondaggi
Ambiti di utilizzo
Facoltà umanistiche (Lettere, Filosofia, Storia, Scienze sociali…)
Facoltà scientifiche (Ingegneria, Biologia, Psicologia, Scienze naturali…)
Originalità
Nell’approccio, nella rielaborazione e nella scrittura
Nella scoperta di dati o soluzioni a problemi
Complessità
Più semplice, gestibile in autonomia
Più complessa in quanto richiede un maggior coordinamento
Tempistiche
3-5 mesi (triennale), 4-6 mesi (magistrale)
6-12 mesi, anche oltre per tesi di dottorato
Strumenti tecnici
Nulla o limitata
Spesso necessari (software, laboratori…)
A chi è indicata
Studenti che vogliono scrivere una tesi teorica o che hanno poco tempo a disposizione
Studenti orientati alla ricerca applicata e sperimentale

Come strutturare la tesi

Una tesi ben fatta deve presentare una struttura coerente, in grado di accompagnare chi legge lungo il percorso di analisi, esposizione e sintesi dei contenuti. Ogni parte dell’elaborato ha quindi una funzione specifica e contribuisce a stabilire l’autorevolezza del lavoro svolto. Una buona struttura non solo migliora la leggibilità, ma valorizza anche la qualità della ricerca svolta. Vediamo insieme quali sono le componenti principali dell’elaborato accademico.

Il frontespizio

Il frontespizio è la prima pagina interna della tesi di laurea e contiene tutte le informazioni istituzionali e identificative del lavoro accademico. Si tratta di una sezione obbligatoria, che spesso segue le linee guida ufficiali dell’ateneo. Solitamente include:

  • Nome dell'università
  • Facoltà e dipartimento
  • Corso di laurea
  • Titolo della tesi ed eventuale sottotitolo
  • Nome e cognome del candidato
  • Numero di matricola
  • Nome del relatore e, se presente, del correlatore
  • Anno accademico
  • Logo ufficiale dell'università

L’indice

L’indice raccoglie i titoli e i sottotitoli dell’elaborato, con relativi numeri di pagina, e va inserito dopo il frontespizio e prima dell’introduzione.

L’abstract

Si tratta di un breve riassunto (dalle 150 alle 300 parole) che anticipa l'argomento, gli obiettivi e la metodologia della tesi. Può essere richiesto anche in inglese, soprattutto nei corsi internazionali e nelle tesi di dottorato. L’abstract è importante perché rappresenta il primo contatto tra il lettore e la tua tesi. Per questo deve fornire una panoramica sintetica ma efficace di ciò che hai realizzato, aiutando chi legge a capire subito l’impostazione, gli obiettivi e il valore del tuo lavoro.

L’introduzione

L’introduzione della tesi serve a inquadrare il tema, spiegare perché lo si è scelto, definire gli obiettivi e anticipare la struttura del lavoro. Deve essere chiara, coinvolgente e ben scritta. A seconda del tipo di tesi scelta, potrebbe anche includere cenni sulla metodologia utilizzata.

I capitoli

I capitoli sono il cuore pulsante del tuo elaborato. In una tesi compilativa spesso riflettono la suddivisione tematica delle fonti, mentre in una tesi sperimentale seguono le fasi della ricerca svolta (ipotesi, materiali, risultati...). È fondamentale strutturarli in modo organizzato e ordinato, in modo da costruire un percorso di lettura agile e coinvolgente.

La conclusione

La conclusione della tesi è una sezione fondamentale e rappresenta il momento in cui si tirano le somme del percorso svolto. Non si tratta solo di un riassunto, ma di una riflessione finale che deve far emergere il valore del lavoro svolto, la coerenza tra gli obiettivi iniziali e i risultati ottenuti, e un’eventuale apertura verso studi futuri.

I ringraziamenti

Facoltativi, ma sempre apprezzati, i ringraziamenti offrono uno spazio in cui dimostrare la propria riconoscenza verso le figure che sono state di supporto alla realizzazione della tesi di laurea, dai relatori ai collaboratori, fino ai famigliari e amici.

Il glossario

Si tratta di una sezione facoltativa, indicata soprattutto se si sono usati termini tecnici o stranieri. In questo contesto, il glossario può aiutare chi legge a orientarsi all’interno del testo.

La bibliografia

La bibliografia è una delle parti più importanti (e temute!) della tesi, soprattutto in caso di elaborati di tipo compilativo. Include tutti i testi, articoli e materiali consultati durante la scrittura e deve essere ordinata (di solito alfabeticamente per autore), coerente con lo stile di citazione scelto (bibliografia APA, MLA, Chicago...) e completa di:

  • Autore
  • Titolo del testo
  • Editore
  • Luogo e data di pubblicazione.

La sitografia

La sitografia raccoglie le fonti consultate sul web, come siti istituzionali, articoli e report digitali. A seconda delle linee guida dell’ateneo, può essere integrata nella bibliografia generale oppure indicata in una sezione a parte. Deve includere l’URL completo del sito, la data di consultazione e, se disponibile, il nome dell’autore o dell’organizzazione che ha curato e pubblicato i contenuti.

Note a piè di pagina

Le note a piè di pagina servono a inserire chiarimenti, commenti o citazioni, senza appesantire il corpo principale del testo. Questo strumento è molto utile se si vogliono fornire dettagli aggiuntivi per contestualizzare un tema, indicare i riferimenti bibliografici o aggiungere spiegazioni che non si desidera includere direttamente nel paragrafo.

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Come si “chiede” una tesi

Avrai sicuramente sentito l’espressione “chiedere una tesi”: significa proporre un tema su cui lavorare per l’elaborato finale a un docente esperto in quella materia, che diventerà il relatore della tesi. Si tratta, quindi, del primo passo da compiere verso la scrittura della tesi.

In alcuni casi, può anche avvenire il contrario. Alcuni relatori o relatrici, infatti, potrebbero proporre argomenti su cui hanno già svolto delle ricerche. In entrambe le situazioni è importante stabilire sin da subito tempi, obiettivi e metodi di lavoro condivisi.

Abbiamo preparato per te una piccola guida su come gestire la fase preliminare alla scrittura vera e propria:

  1. Individua il o la docente competente nell’area che ti interessa.
  2. Partecipa ai suoi corsi o leggi le sue pubblicazioni, in modo da sapere in anticipo di cosa si occupa nello specifico.
  3. Scrivi una mail breve e formale, in cui ti presenti, spiegando da dove nasce il tuo interesse per il tema e chiedendo disponibilità per un incontro.
  4. Durante il colloquio, assicurati di avere già un’idea iniziale da esporre e prepara una scaletta di cose da chiedere, in modo da non dimenticare passaggi importanti.
  5. Dopo il colloquio e l’approvazione, concorda una scaletta di incontri o revisioni, anche approssimativa. Ti aiuterà a creare un piano di lavoro e a favorire una comunicazione chiara ed efficace.

Come impaginare una tesi di laurea

L’impaginazione dell’elaborato accademico è fondamentale non solo per motivi estetici, ma anche funzionali, in quanto migliora la fruibilità del testo, facilita la revisione da parte del relatore e consente alla commissione di valutare agevolmente ogni parte del lavoro svolto.

L’impaginazione deve seguire delle linee guida precise, solitamente esplicitate dall’ateneo. È importante consultare per tempo eventuali norme redazionali, di solito disponibili sul sito del dipartimento o presso la segreteria (o, in caso di dubbio, chiedere delucidazioni al relatore o alla relatrice). Queste indicazioni riguardano il formato del file, l’ordine delle sezioni, lo stile di titoli e sottotitoli e la modalità di consegna.

Fermo restando che, come appena sottolineato, le norme redazionali variano in ogni università, queste sono le indicazioni più comuni tra gli atenei italiani:

  • Font: Times New Roman o Garamond, corpo 12.
  • Interlinea: 1,5 righe.
  • Margini: 3 cm a sinistra, 2,5 cm gli altri lati.
  • Numerazione pagine: dal primo capitolo in poi, centrata o in basso a destra.

La discussione della tesi

Hai scritto la tesi, hai completato tutti gli esami… ora è il momento della tanto temuta discussione: la parte finale della carriera universitaria in cui devi illustrare il contenuto dell’elaborato davanti alla commissione di laurea.

La discussione non deve limitarsi a riassumere il tuo lavoro, ma serve a dimostrare consapevolezza, capacità argomentativa, pensiero critico e padronanza dell’argomento. L’obiettivo è trasmettere in pochi minuti il valore del percorso svolto, rispondendo ad eventuali domande e valorizzando le proprie competenze.

Cosa dire durante la discussione

La discussione dura 10-20 minuti, in cui dovrai:

  • Riassumere l’introduzione, delineando obiettivi e motivazioni della ricerca.
  • Illustrare sinteticamente il contenuto dei capitoli.
  • Accennare eventuali sviluppi futuri.
  • Spiegare perché hai scelto quel tema e cosa hai imparato durante la stesura della tesi.

Come prepararsi

La discussione della tesi può destare preoccupazioni in chi ha difficoltà a parlare in pubblico o chi soffre di ansia. Una buona preparazione aiuta ad acquisire maggiore sicurezza e ad affrontare la discussione con maggiore serenità.

Ti consigliamo di allenarti a parlare in modo sintetico e chiaro, se possibile con un’altra persona che può darti un feedback sincero. Potrebbe essere utile anche provare ad anticipare eventuali domande, preparando delle risposte e ripassando i concetti chiave del tuo elaborato. In ogni caso ricordati che i relatori e i membri della commissione non sono lì per metterti in difficoltà, ma piuttosto per ascoltare il risultato di un lavoro che hai già svolto: la discussione è solo la ciliegina sulla torta di un percorso molto più articolato!

Tesi e monografia: le differenze

Nel panorama della scrittura accademica, la monografia rappresenta una delle forme più prestigiose e impegnative di pubblicazione scientifica. Si tratta di un testo specialistico che tratta in modo estremamente approfondito un argomento, solitamente rivolto a un pubblico accademico o tecnico.

Pur essendo diverso dalla tesi, in ambito universitario può rappresentarne l’evoluzione naturale nel caso in cui un testo sia particolarmente originale, ben documentato e di alto interesse scientifico o teorico.

In questa tabella troverai le differenze principali tra questi due tipi di testi.

CARATTERISTICA
TESI
MONOGRAFIA
Scopo
Valutazione per il conseguimento del titolo di laurea triennale, magistrale o dottorato
Divulgazione scientifica e approfondimento specialistico
Pubblico
Commissione di laurea, relatori e relatrici
Comunità specialistica o scientifica
Struttura
Segue le linee guida universitarie
Più libera o legata alle norme redazionali dell’editore
Originalità
Necessaria ma legata al contesto formativo
Decisamente più elevata
Possibilità di pubblicazione
Limitata
Alta
Linguaggio
Accademico, ma comunque adatto a un contesto didattico
Specialistico
Lunghezza
Contenuta (40-150 pagine)
Può superare le 150 pagine, in base alle richieste dell’editore

Checklist per la tesi

Abbiamo preparato per te una pratica checklist che riassume i contenuti dell’articolo. Puoi usarla come traccia per definire i passaggi necessari per la scrittura del tuo elaborato accademico, in modo da gestire il lavoro in modo strutturato e ordinato.

1. Scegli l’argomento: punta su un tema che ti interessa davvero, coerente con il tuo corso di studi.

2. Individua il relatore: contatta un docente formulando una proposta o chiedendo di aderire a un suo progetto.

3. Definisci una scaletta: stabilisci insieme al relatore tempi, obiettivi e modalità di revisione.

4. Inizia la ricerca: raccogli il materiale. Puoi iniziare sin da subito a scrivere una bibliografia provvisoria, in modo da semplificare la stesura di questa sezione.

5. Organizza la struttura della tesi: frontespizio, indice, introduzione, capitoli, conclusioni, ringraziamenti, bibliografia… non dimenticare nessuna di queste sezioni.

6. Scrivi con metodo: inizia da un capitolo centrale o da una bozza di introduzione (ricordandoti di rivederla alla fine) e lavora con continuità. Se necessario, prepara una tabella di marcia.

7. Procedi con la revisione: controlla sintassi, stile, coerenza e correttezza delle citazioni. Impagina la tesi secondo le linee guida dell’ateneo.

8. Crea una versione in PDF definitiva, pronta per la stampa o la consegna digitale.

9. Prepara la discussione: sintetizza i punti chiave, esercitati a voce e, se richiesto, prepara delle slide.

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Domande frequenti

Che cos’è una peer review?

La peer review è il processo di revisione tra pari usato nelle pubblicazioni scientifiche. Non riguarda direttamente la tesi di laurea, ma è utile conoscerlo nel caso in cui dall’elaborato derivino eventuali pubblicazioni successive, come articoli o approfondimenti.

La tesi può essere scritta in una lingua straniera?

Sì, la tesi può essere scritta in una lingua straniera se lo prevede il tuo corso di laurea.

È obbligatorio stampare la tesi?

Dipende dall’ateneo e dal corso di laurea. Nel caso in cui tu debba stampare la tesi, ti conviene convertire il file doc in PDF.

Qual è il punteggio minimo per la tesi?

Il punteggio minimo per laurearsi è 66/110. Tuttavia, ogni ateneo ha criteri diversi per stabilire il punteggio da attribuire alla tesi, che può arrivare fino a 7 o 8 punti, a seconda del corso di laurea, della valutazione dell’elaborato accademico e della discussione finale.

È legale comprare una tesi?

Assolutamente no. Anche se in Italia non esiste una legge specifica che vieti la compravendita delle tesi di laurea, esistono norme del Codice Penale che sanciscono il reato di frode accademica e falsificazione di atti (art. 473 c.p e art. 474 c.p.). Inoltre, la legge 22 aprile 1941, n. 633 sul diritto d’autore protegge l’elaborato accademico come “opera d’ingegno”, tutelando i diritti morali e patrimoniali dell’autore. Comprare e vendere la tesi, quindi, si configura come reato di plagio e frode.

Cosa succede se si copia una tesi?

Molte università (e molti relatori!) impiegano software e strumenti specifici per verificare l’originalità degli elaborati accademici. Nel caso in cui venisse rilevato un plagio, il tesista rischia la bocciatura, l’annullamento della laurea o addirittura sanzioni disciplinari.

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