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Il frontespizio della tesi

Il frontespizio è il biglietto da visita della tesi. Scopri come realizzarlo al meglio con i nostri consigli per creare un frontespizio perfetto, aiutandoti con le funzionalità di Adobe Acrobat online.

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Donna in biblioteca che tiene in mano una tesi
Hai quasi completato la fase di scrittura della tua tesi di laurea, quindi ora sai che devi occuparti di preparare il frontespizio. Se hai ancora dubbi su come formattarlo, sulla possibilità di inserire il logo della tua università o sul modo in cui citare il relatore, sei nel posto giusto. In questo articolo dettagliato ti spiegheremo tutto ciò che devi sapere su questo elemento essenziale del tuo elaborato.

Qual è il frontespizio della tesi?

Il frontespizio è la prima pagina interna della tesi di laurea e contiene tutte le informazioni istituzionali e identificative del lavoro accademico. È un elemento obbligatorio e spesso regolamentato da modelli ufficiali forniti dall’ateneo. Non va confuso con la copertina esterna della tesi rilegata, anche se in alcuni casi può coincidere visivamente con essa, come vedremo più avanti. Un frontespizio ben fatto è fondamentale per fare una buona prima impressione sulla commissione di laurea.

Cosa va nel frontespizio della tesi?

Il frontespizio della tesi deve contenere una serie di informazioni obbligatorie, vediamole in dettaglio:

  • Nome dell'università
  • Facoltà e dipartimento
  • Corso di laurea
  • Titolo della tesi ed eventuale sottotitolo
  • Nome e cognome del candidato
  • Numero di matricola
  • Nome del relatore e, se presente, del correlatore
  • Anno accademico
  • Logo ufficiale dell'università

Questi elementi devono essere disposti seguendo le linee guida specifiche del proprio ateneo, che spesso fornisce modelli predefiniti da utilizzare.

Frontespizio per tesi, master e dottorati: differenze e accorgimenti

Il frontespizio varia sensibilmente a seconda del livello di studi per cui viene redatta la tesi. Nei corsi di laurea triennale, il frontespizio è generalmente più semplice, contiene gli elementi essenziali (università, corso di laurea, titolo della tesi, relatore, candidato, anno accademico) e raramente è presente un correlatore o un tutor. Nei corsi di laurea magistrale, il frontespizio diventa più articolato: oltre al relatore, spesso è prevista la figura del correlatore, e il titolo della tesi tende ad essere più specifico e tecnico, talvolta accompagnato da un sottotitolo.

Nel caso dei master universitari, il frontespizio può variare molto a seconda dell’ente organizzatore. Alcuni master sono interateneo o realizzati in collaborazione con aziende ed enti esterni: in questi casi, nel frontespizio vanno spesso indicati sia l’università promotrice sia l’ente partner, con relativi loghi e diciture.

Per quanto riguarda la tesi di dottorato, questa richiede un frontespizio altamente formale. Solitamente include, oltre ai dati già citati, la Scuola di Dottorato, il Settore Scientifico Disciplinare (SSD) e il Ciclo di dottorato (es. "XXXVI ciclo"). Inoltre, possono comparire più figure: relatore, tutor, coordinatore del dottorato ed eventuale controrelatore.

La formattazione del frontespizio

Fermo restando che è fondamentale attenersi alle norme redazionali fornite dall’università, vediamo insieme alcuni consigli su come realizzare un frontespizio professionale.

Il frontespizio, pur essendo una pagina essenziale della tesi, non deve riportare il numero di pagina e non viene conteggiato nella numerazione complessiva del documento, salvo diverse indicazioni dell’ateneo. Questo dettaglio è importante soprattutto quando si imposta la numerazione automatica su Word o in PDF, tramite l’apposita funzionalità gratuità di Adobe Acrobat per inserire i numeri di pagina nel PDF. Ricordati dunque di attivare la numerazione solo a partire dalla pagina dell’indice o dell’introduzione.

Un altro accorgimento spesso richiesto riguarda il retro del frontespizio, che deve rimanere bianco, soprattutto se si opta per una stampa fronte-retro. Questo permette una presentazione più ordinata e conferisce un tocco di professionalità, lasciando alla successiva pagina di destra, solitamente l’indice, il compito di aprire visivamente il corpo del testo. In fase di stampa, assicurati quindi di includere una pagina vuota subito dopo il frontespizio, impostandola manualmente o con un'interruzione di pagina in Word.

Infine ricorda che anche per il frontespizio vanno impostati margini coerenti con il resto del documento (generalmente 3,5 cm a sinistra e 2,5 cm a destra) e una spaziatura equilibrata tra gli elementi. Una corretta formattazione non solo migliora l’aspetto grafico, ma dimostra cura e rispetto per le norme accademiche. Per le indicazioni sulla formattazione dell’intera tesi, ti consigliamo la nostra guida completa all’impaginazione della tesi di laurea.

I colori nel frontespizio: sobrietà prima di tutto

In generale, il testo del frontespizio deve essere in bianco e nero, o al massimo in scala di grigi, e contenere font classici come Times New Roman o Arial, o altri specificati nelle norme redazionali, rigorosamente in nero su sfondo bianco. Tuttavia, il dubbio più frequente riguarda il logo dell’università: deve essere inserito a colori? Anche in questo caso, la risposta dipende dalle indicazioni del proprio ateneo.

Alcune università autorizzano e incoraggiano l’uso del logo a colori (soprattutto nei PDF finali da consegnare online), purché non alterato nelle proporzioni o nei colori ufficiali. Altre invece richiedono espressamente il logo in bianco e nero, specialmente se la stampa avviene su carta semplice. È dunque fondamentale verificare le linee guida o i modelli ufficiali forniti dal proprio dipartimento.

Adobe Acrobat ti permette di convertire facilmente il logo in scala di grigi o mantenerlo a colori nel file PDF, a seconda delle esigenze. Per scoprire come fare, leggi il nostro articolo su come convertire un file PDF in bianco e nero.

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Il logo dell’università nel frontespizio

L’inserimento nel frontespizio del logo ufficiale dell’università è una prassi sempre più diffusa, ma va effettuato con attenzione e nel rispetto delle indicazioni. Alcune università ne prevedono obbligatoriamente l’inserimento, altre invece lo vietano espressamente o lo rendono facoltativo. Per questo motivo, è fondamentale consultare il regolamento di ateneo, le norme redazionali o la segreteria didattica del proprio corso di laurea prima di procedere.

Modello di logo universitario.

Dove posso trovare il logo dell’università?

Generalmente, il logo ufficiale dell’università è disponibile sul sito web dell’ateneo, nella sezione "Comunicazione", o "Ufficio stampa". In alternativa, può essere fornito direttamente dal relatore o reperito nel modello di frontespizio ufficiale. Se possibile, cerca di reperire il logo in versione vettoriale o ad alta risoluzione, preferibilmente in formato PNG con sfondo trasparente, per garantire un risultato nitido anche in fase di stampa.

Come inserire il logo in Word

Per inserire il logo in un frontespizio creato con Microsoft Word, segui i passaggi indicati qui sotto:

  1. Posizionati all’inizio del documento.
  2. Clicca su "Inserisci" > "Immagini" > "Questo dispositivo".
  3. Seleziona il file del logo e clicca su "Inserisci".
  4. Una volta inserito, usa le opzioni di "Formato immagine" per adattare la dimensione e l’allineamento. Solitamente, il logo va centrato in alto oppure allineato a sinistra, a seconda delle indicazioni dell’ateneo.

Come inserire il logo in PDF

Se stai lavorando direttamente su un file PDF o devi aggiungere il logo dopo aver convertito il file da Word a PDF, puoi utilizzare le funzionalità disponibili su Adobe Acrobat online. Per inserire il logo nel frontespizio della tesi in PDF, segui le indicazioni qui sotto:

  1. Apri il PDF in Adobe Acrobat online.
  2. Seleziona lo strumento "Modifica PDF".
  3. Clicca su "Aggiungi immagine" e carica il file del logo.
  4. Posiziona e ridimensiona il logo a piacimento.
  5. Salva il documento.

Prima della stampa o dell’invio, assicurati che il logo non risulti sgranato, tagliato o fuori asse. Una tesi con un frontespizio ben curato fa subito una buona impressione. Prima di andare in copisteria, ricordati di ricontrollare attentamente tutto il file in PDF della tesi per assicurarti di non avere tralasciato nulla. Puoi farti aiutare dall’Assistente IA di Acrobat, una chat che ti consente di interagire in modo interattivo con il tuo file PDF. Ad esempio puoi chiedere all’assistente di ricontrollare l’indice e verificare di non aver tralasciato alcun capitolo!

Come indicare relatori e tutor nel frontespizio

Uno degli elementi più delicati nella compilazione del frontespizio è l’indicazione del relatore. È importante riportare il titolo accademico completo e corretto: se il docente è professore ordinario, associato o ricercatore, è buona norma scrivere "Chiar.mo Prof." (abbreviazione di Chiarissimo Professore) o "Chiar.ma Prof.ssa". In alternativa, se le linee guida dell’ateneo o il docente stesso preferiscono una formula più snella, si può semplicemente usare "Prof." o "Prof.ssa", come avviene sempre più spesso in molte università.

Nel caso in cui vi sia anche un correlatore, va indicato immediatamente sotto il relatore, con la stessa formula di cortesia e lo stesso livello di dettaglio. Ad esempio:

Relatore: Chiar.mo Prof. Mario Rossi

Correlatore: Chiar.mo Prof. Luca Bianchi

Nei percorsi magistrali o di master può essere previsto anche un tutor aziendale o un supervisore esterno. In questo caso, il tutor può essere indicato come:

Tutor aziendale: Ing. Marco Verdi (Nome dell’azienda)

o

Supervisore esterno: Dott.ssa Elena Neri (Ente di ricerca)

Attenzione all’ordine e alla chiarezza: ogni figura deve essere identificabile con il ruolo specifico, evitando confusioni tra relatore accademico e figure afferenti a enti esterni. Utilizzando un editor come Word, puoi allineare facilmente i nomi e i titoli con tabulazioni o tabelle invisibili.

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Cosa cambia tra frontespizio e copertina?

Alcune università richiedono che la copertina riporti esattamente gli stessi dati del frontespizio, in altri casi, la copertina ha una struttura più essenziale, con solo il titolo, il nome dell’autore e l’anno, e magari su uno sfondo colorato o plastificato.

Nel caso di una rilegatura semplice, con copertina trasparente, è prassi comune inserire direttamente il frontespizio come prima pagina visibile sotto la copertina: ciò evita duplicazioni e mantiene uno stile sobrio. Tuttavia, per le copertine rigide stampate, è bene realizzare un file separato per la stampa, curando l’allineamento e i margini in funzione del tipo di rilegatura (termica, a spirale, cucita o incollata) e scegliendo una stampa monocromatica con testo dorato, argentato o in rilievo. Il colore dominante dipenderà anche dalla rilegatura scelta: ad esempio, il classico blu scuro con scritte dorate è tra le soluzioni più diffuse.

Quando prepari il file finale per la stampa, Adobe Acrobat online ti permette di estrarre il frontespizio dalla tesi e salvarlo come file separato, grazie alla funzionalità gratuita per estrarre pagine da un PDF. In questo modo, è possibile adattare facilmente il contenuto alla tipologia di rilegatura scelta, garantendo coerenza visiva e rispetto delle specifiche richieste dalla segreteria o dalla copisteria.

Cosa cambia tra frontespizio e copertina?

  • Verifica le norme redazionali del tuo ateneo: ogni università ha requisiti specifici; assicurati di seguirli scrupolosamente ed esegui un ultimo controllo prima della consegna.
  • Controlla l'ortografia e la grammatica: errori nel frontespizio possono compromettere la professionalità del tuo lavoro.
  • Consulta il tuo relatore: prima di consegnare o stampare il frontespizio, chiedi al tuo relatore di revisionarlo.
  • Converti la tesi in formato PDF: questo garantisce che il layout rimanga invariato durante la stampa o l'invio elettronico.

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