Cos’è e come funziona la macrofotografia.

Le immagini macro cambiano la nostra prospettiva nel guardare un oggetto. Prendono corpo indirizzando lo sguardo su aree inesplorate e si concentrano su dettagli nascosti ingrandendoli. Nella macrofotografia spesso sono introdotti colori e trame che nessun altro scatto riprende oppure oggetti molto piccoli che appaiono ripresi su scala reale.

Fire ants on the prowl captured in a macro photograph

Foto macro di un fiocco di neve.

Cosa imparerai:

Tiny figurines, photographed in macro, playfully posed on a book

Foto macro di un corallo acropora.

Cos’è la macrofotografia?

Le foto macro sono immagini in cui l’ingrandimento del soggetto è a grandezza naturale o superiore. Come per altri generi fotografici, la macrofotografia si avvale di alcune precise tecniche per restituire immagini di soggetti piccoli con grandi rapporti d’ingrandimento. Questo vuol dire che le dimensioni dell’immagine sono ancora le stesse del soggetto su scala reale o superiori.

Tiny figurines, photographed in macro, playfully posed on a book

Macrofotografia di una libellula.

Attrezzatura per la macrofotografia.

Se vuoi iniziare a districarti nel mondo della tecnica fotografica che elogia il dettaglio, allora dovrai pensare a equipaggiarti con la giusta attrezzatura per dare corpo all’emozione e all’entusiasmo suscitato da questo genere fotografico. Ovviamente, oltre alla tua cassetta degli attrezzi, dovrai perfezionare la tua tecnica fotografica e far respirare la tua immaginazione. Vediamo cosa ti occorrerà.

Macro photo of a diamond ring resting on a bed of lavender flowers

Un uomo che scatta una foto con una macchina fotografica reflex single lens.

Le fotocamere migliori per la macro photography.

Per questo genere di fotografia potrai utilizzare sia le reflex digitali che le mirrorless, purché ti consentano di utilizzare un obiettivo macro con il minor ritardo di scatto possibile.

 

I modelli migliori sono sicuramente quelli con crop-sensor, perché un sensore più piccolo permette di registrare una porzione più piccola d’immagine, ingrandendola.

 

Se non vuoi optare per una reflex o una mirrorless, anche nelle fotocamere compatte troverai l’impostazione macro che setta in automatico i parametri della fotocamera e, sebbene in maniera limitata, riesce comunque a dare un discreto risultato.

Macro photo of a diamond ring resting on a bed of lavender flowers

Ragazza che scatta una foto con macchina fotografica tradizionale.

Gli obiettivi.

Un ruolo principe in questo tipo di fotografia è rivestito sicuramente dall’obiettivo. Un obiettivo macro riesce a mettere a fuoco da piccolissime distanze con un rapporto di riproduzione 1:1. Con questo s’intende che se le dimensioni dell’oggetto che stai fotografando sono di 1 cm, l’immagine catturata avrà le stesse dimensioni. Per questo genere di foto gli obiettivi più indicati sono quelli con lunghezza focale fissa che partono dai 30mm e possono arrivare a 90, 100 e 105mm. Se hai in mente di realizzare foto macro di oggetti immobili, ti consigliamo un obiettivo con ottica dai 30 ai 60mm, se invece scatti da altre distanze avrai bisogno di un 150/20mm. Questo genere di obiettivo è consigliato, ad esempio, a chi ama fotografare piccoli animali a una distanza tale da impedire che scappino per la paura.

Macro photo of a diamond ring resting on a bed of lavender flowers

Dettaglio in bianco e nero di una lente di reflex vintage.

Altri accessori per la macrofotografia.

Fotocamera macro e obiettivo non saranno il solo corredo di cui avrai bisogno. Più diventerai esperto di questa tecnica fotografica, più chiederai una maggiore eloquenza dalle tue foto. Per dare un tono migliore ai tuoi lavori, ti consigliamo quindi di equipaggiarti anche con:

 

  • Lenti close-up. Sono le lenti d’ingrandimento degli obiettivi, dei filtri fotografici che ingrandiscono il soggetto e riducono la distanza di messa a fuoco. Il loro potere di avvicinamento è definito in diottrie e al crescere di queste (+1,+2,+4) si avvicina il punto di messa a fuoco. Si posizionano avvitandoli sulla lente anteriore dell’obiettivo ed è possibile anche avvitarne più di una, in ordine decrescente.

 

  • Tubi di prolunga. Sono dei semplici cilindri cavi e senza lente interna da avvitare tra l’obiettivo e il corpo macchina. Servono a distanziare obiettivo e sensore e a ridurre la distanza di messa a fuoco per aumentare l’ingrandimento.

 

  • Anelli di inversione. Permettono di montare l’obiettivo al contrario, riducendo la distanza minima di messa a fuoco.

 

  • Soffietti per la macrofotografia. Permettono di distanziare l’obiettivo dal sensore fotografico aumentando il rapporto di riproduzione. Inoltre, limitano il peso della fotocamera.

 

  • Treppiede. Indispensabile per evitare movimenti di camera, anche impercettibili. Permette una messa a fuoco perfetta.

 

 

  • Pannelli riflettenti. Vi permetteranno di sfruttare la luce naturale amplificando quella già presente nell’ambiente. Inoltre, sono anche utilizzati per illuminare l’oggetto fotografato con la luce riflessa dalla superficie, rischiarendo le ombre.

 

  • Slitta micrometrica. Un accessorio da montare sul cavalletto che permette di sfruttare con precisione la messa a fuoco regolando la giusta posizione della macchina sul treppiede.

 

  • Plamp. Uno strumento a metà tra pinza e cavalletto che dispone di un lungo braccio con all’estremità una pinza. Si monta sul cavalletto e permette di montare gli scenari all’altezza ottimale rispetto al soggetto ritratto.
Macro photo of a diamond ring resting on a bed of lavender flowers

Agenda e strumenti di fotografo su un tavolo.

Tecniche della macrofotografia.

Se hai a disposizione una buona attrezzatura, addentriamoci nella parte più pratica, ovvero quali tecniche affinare perché la tua macrofotografia risulti credibile. Vediamo alcuni requisiti e accorgimenti speciali a cui dovrai prestare attenzione per un risultato perfetto!

«Quando lavori con la fotografia macro, hai un piano di messa a fuoco così ristretto che piccole regolazioni annulleranno il tutto. Ci vuole molto tempo e una pianificazione attenta.» 

- Stephen Klise.

 

Macro photo of a diamond ring resting on a bed of lavender flowers

Macrofotografia di gocce d'acqua su sfondo blu.

Distanza minima di messa a fuoco.

Se sei arrivato a leggere fin qui, avrai sicuramente compreso che per la riuscita di una buona fotografia macro, quello che serve più di ogni altra cosa è essere molto vicini al soggetto che si vuole ritrarre. La distanza minima di messa a fuoco è proprio la minima distanza, espressa solitamente in mm, alla quale l’obiettivo riesce a mettere a fuoco il soggetto. Minima perché se sposti l’oggetto a una distanza inferiore, la foto verrà sicuramente sfocata, proprio come avviene con i nostri occhi. Gli obiettivi grandangolari come il 18-55mm (quello solitamente in dotazione con la reflex, per intenderci) hanno una distanza di messa a fuoco abbastanza ridotta, sui 30 cm. Questo vuol dire che anche a una distanza piuttosto ravvicinata dal soggetto, l’ingrandimento non sarà sufficiente a generare una foto macro.

Macro photo of a diamond ring resting on a bed of lavender flowers

Foto macro di rospo nel suo habitat naturale.

«Il compito del fotografo è sempre quello di assicurarsi di aver organizzato l’inquadratura e aver utilizzato al meglio tutti i meccanismi espressivi di cui dispone come la profondità di campo, il controllo di luci ed ombre e così via.» 

- Ben Long

 

Distanza di lavoro.

La distanza minima di lavoro è la più breve distanza tra la lente anteriore e il soggetto, che ti permette di realizzare una macrofotografia con un ingrandimento 1:1. Per avvicinarci al nostro oggetto, possiamo aumentare la distanza focale o fisicamente ridurre quella che intercorre tra noi e il soggetto da ritrarre. In generale, utilizzare una lente con una distanza minima di lavoro superiore riduce la possibilità che il soggetto possa fuggire, ad esempio un piccolo insetto o un animale volante.

 

Profondità di campo.

I fattori che influenzano la profondità di campo sono l’apertura del diaframma, la lunghezza locale, la distanza tra il punto di messa a fuoco e la macchina fotografica, e la distanza soggetto-sfondo. Una profondità di campo ridotta è data da una lunghezza focale aumentata unita a una certa vicinanza al soggetto ritratto. In questo caso, il risultato sarà un soggetto quasi completamente sfocato con solo piccole sezioni messe correttamente a fuoco. Ridurre la distanza dal soggetto e aumentare la distanza focale sono i punti cruciali della fotografia macro. Per aumentare la profondità di campo servirà chiudere il diaframma, aumentando i tempi di scatto.

 

Le impostazioni.

Se vuoi realizzare un buono scatto, prova a settare correttamente tutti i parametri della tua macchina fotografica. Scegli ad esempio sempre la modalità manuale o quella a priorità di diaframma che ti consente di regolare la messa a fuoco e l’apertura del diaframma. Proprio quest’ultimo parametro influenza la profondità di campo; come già detto, più vorrai ridurre la profondità di campo più dovrai aprire il diaframma e viceversa, se vuoi mettere a fuoco più punti del tuo soggetto dovrai chiuderlo.

 

Inoltre, fai attenzione agli ISO e ai tempi di scatto. Per quanto riguarda gli ISO, puoi impostarli automaticamente o, comunque, non andare mai oltre il range 100, 500. In ogni caso, il valore ISO può essere aumentato solo fino a un certo livello, altrimenti rischierai di aggiungere troppo rumore alla foto. Ovviamente, il nostro consiglio è quello di mantenere valori di ISO bassi e aumentare, se possibile, il tempo di esposizione.

 

Ricorda che i tempi di scatto variano a seconda del soggetto che stai riprendendo. Se stai fotografando un soggetto animato dovranno essere molto rapidi, anche più di 1/100s.

 

Quando scattare macrofotografia.

Decidere un momento preciso in cui scattare una fotografia è come programmare l’ora esatta in cui scrivere una poesia: tutto dipende dall’ispirazione del momento, dettata dal luogo, dalla luce, dal soggetto e dall’ambiente. Tuttavia, per questo genere di foto, è bene considerare che è preferibile scattare con una buona luce naturale, in modo da lasciare i tuoi scatti quanto più fedeli all’ambientazione naturale. Non solo, se sei un appassionato di insetti, ti converrà uscire nelle prime ore del giorno per trovarli più facilmente addormentati sui fiori.

 

Questo genere di fotografia viene spesso considerata più espressione della tecnica che non dell’ispirazione artistica vera e propria. Se ti addentrerai in questo fantastico mondo, scoprirai che non è affatto così! Tutt’altro: ti riscoprirai capace anche di lunghe attese per assicurarti lo scatto migliore e diventerai quasi un maniaco dei dettagli. Lo scopo di una foto macro è proprio questo: quello di portare all’attenzione degli occhi dei fruitori i più piccoli dettagli, quelli spesso ritenuti superflui e, quindi, ignorati. Alcuni scatti rivelano anche una certa emozione, come ad esempio la foto macro di un fiocco di neve che ne rivela tutta la sua equilibrata armonia.

Macro photo of a diamond ring resting on a bed of lavender flowers

Foto macro della testa di un'ape.

Cerca di entrare nel mood di questo genere fotografico e abbi pazienza, i risultati arriveranno se saprai attrezzarti di tutti gli strumenti e di tanta buona volontà. Ti innamorerai dei tuoi scatti e tenderai ad avere la voglia di renderli sempre più unici e insoliti.

 

Come scattare buone macrofotografie: i consigli degli esperti.

Per fornirti una visione d’insieme più completa sulla macrofotografia, abbiamo pensato d’inserire in questa sezione alcuni tra i consigli più utili da fotografi esperti. Se sei un principiante che sta sperimentando per le primissime volte questa tecnica fotografica, ti suggeriamo di seguire il consiglio del fotografo Ben Long: «un ottimo punto di partenza è lavorare attraverso il frigorifero». Non scervellarti pensando a come fare una fotografia macro del tuo frigo perché Long dice ancora: «le bacche, ad esempio, sono affascinanti se le si osserva da molto vicino. Presentano trame davvero fantastiche e sembra che abbiano i capelli».

 

Pensare quindi al soggetto è molto importante. Il fotografo Stephen Klise spiega che «la macro dipende dal fotografo e da ciò che vuole ingrandire e far vedere alle persone». Chiediti sempre quindi: da dove iniziare? Carli Davidson dice: «se sto facendo una foto macro, penso sempre a dov’è il mio soggetto». Sicuramente inizia sempre da un buon soggetto evitando magari, se sei ancora alla prime armi, quelli in movimento come gli insetti, che sono abbastanza timidi davanti all’obiettivo. Per questo tipo di soggetti dovrai avere tantissima pazienza e aspettare che siano loro a decidere quando è il momento di mettersi in posa per te.

Macro photo of a diamond ring resting on a bed of lavender flowers

Foto macro di una coccinella su una spiga di grano.

Inoltre, ti consigliamo di non scattare mai sotto una luce troppo forte, così da non perdere moltissimo tempo a sistemare le impostazioni di luce. Se riesci a reperire dei fiori o degli oggetti molto piccoli in casa, riuscirai a gestire con maggiore facilità la luminosità.

 

Per un risultato più pulito, ti consigliamo anche d’isolare i tuoi soggetti e di metterli in una posizione tale che siano ben separati dallo sfondo. In questo modo riuscirai anche a giocare con le prospettive. Un ultimo suggerimento è quello di non aver paura di sbagliare. Scatta a ripetizione, anche lo stesso soggetto, e anche da angolazioni diverse. Questo ti farà capire quale impostazione modificare per migliorare. Jeff Carlson ha raccontato di una sua esperienza con un errore fotografico: «ho realizzato questa piccola scena con dei dinosauri giocattolo e qualche altro motivo di sfondo. Stavo per inviarlo al mio editore quando mia moglie, guardando la foto ha detto: “Non vorrai mica mandare questa foto? Non è possibile che tu non ti sia reso conto che ci sono i piatti sporchi sullo sfondo”». Piccoli incidenti di percorso, come vedi, possono capitare anche a grandi fotografi. Per questo non scoraggiarti, ma non pensare di non poter sbagliare anche tu.

Macro photo of a diamond ring resting on a bed of lavender flowers

Foto macro di una farfalla su stelo d'erba.

Cosa correggere in postproduzione

Dopo aver seguito passo passo i consigli esposti finora e aver familiarizzato con i primi scatti, vediamo adesso cosa potrai fare per correggere qualche piccola imperfezione eventualmente presente nel tuo scatto.

 

Per fare questo tipo di correzioni o aggiustamenti, ti consigliamo Adobe Lightroom. Con questo software potrai modificare le tue foto, ravvivarle intensificandone i colori e mascherare le sbavature indesiderate. Avrai anche a disposizione degli effetti predefiniti per la macro o per i ritratti e delle funzionalità editing incluse.

 

Con Lightroom anche le regolazioni più dettagliate diventeranno un gioco da ragazzi. Infine, potrai condividerle su qualsiasi dispositivo grazie alla funzionalità cloud. Con questo strumento potrai esaltare il tono della tua foto e valorizzarla nei suoi punti essenziali. Nel caso delle macrofotografie, potrai andare ad aggiungere della texture alla nitidezza del tuo soggetto o allo sfondo sfocato. Potrai quindi regolare saturazione ed esposizione. Il consiglio che vogliamo darti è quello di non esagerare caricando la tua macrofotografia con effetti che potrebbero, alla fine, restituire qualcosa di distorto o quasi surreale. La tua foto è già buona in camera, non ti servirà aggiungere altro se non quel piccolo tocco che possa far risaltare le sue caratteristiche fondamentali. 

 

Domande frequenti.

Come utilizzare le lenti close-up?

La lente close-up permette di utilizzare l’obiettivo della camera come se fosse un obiettivo macro, proprio perché fornisce gli ingrandimenti specifici di questo tipo di obiettivi. Il suo utilizzo è abbastanza semplice, se si tiene presente la distanza di lavoro ottimale. Basta avvitare la lente, impostare la messa a fuoco manuale e cercare la giusta distanza dal soggetto da ritrarre. Se la tua immagine appare sfocata, allontanati dal soggetto di qualche centimetro.

 

A cosa servono i tubi di prolunga?

I tubi di prolunga sono utilizzati per diminuire la distanza minima di messa a fuoco dell’obiettivo e, di conseguenza, aumentare l’ingrandimento del soggetto. L’utilizzo dei tubi di prolunga ha diversi vantaggi: non alternano la qualità dell’immagine, sono abbastanza compatti e leggeri e possono essere montati a cascata, l’uno sull’altro, anche accoppiati con ottiche diverse. Inoltre, e non è poco, sono anche economici.

 

Come si costruisce un obiettivo macro?

Se vuoi realizzare un obiettivo macro fai da te puoi partire trasformando un obiettivo tradizionale. Procurati un obiettivo e dei cacciaviti. Questi ti serviranno per eliminare l’elemento frontale. Inizia rimuovendo la parte in plastica davanti all’obiettivo e, di seguito, svita la lente frontale togliendola. In questo modo, avrai ottenuto il tuo obiettivo macro fai da te.

Collaboratori.

  • Stephen Klise, è una giovane fotografa ritrattista che lavora a Seattle, Washington. La sua passione è l’apertura e la contaminazione con altri lavori.

 

  • Ben Long, appassionato di fotografia da quando aveva 11 anni. Attualmente si occupa di fotografia, video editing e scrittura.

 

  • Carli Davidson, fotografo con la passione per gli animali. Ha lavorato anche alla serie di successo Shake, per cui si è attestato come uno tra i migliori fotografi di animali al mondo.

 

  • Jeff Carlson, scrittore e fotografo poliedrico, autore di numerosi libri e conduttore di podcast sulla fotografia.

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