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Diversi tipi di inquadrature e angolazioni cinematografiche

Dai forma alla tua visione imparando l'arte delle inquadrature e delle angolazioni cinematografiche. Scopri quando e come utilizzare quelle più comuni per raccontare la tua storia.

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Metti a fuoco la prospettiva giusta

Le inquadrature e le angolazioni di ripresa danno forma alla narrazione e consentono al pubblico di immergersi completamente nella storia che vuoi raccontare. Imparare diverse tecniche può aiutarti a creare l'atmosfera giusta e permettere al pubblico di entrare in sintonia con il tuo film.

Il ruolo di inquadrature e angolazioni nella realizzazione di un film

Premiere è un potente strumento di ottimizzazione dei video che esalta al massimo il girato. Non solo aiuta a perfezionare colore, illuminazione e ritmo, ma ti offre anche i mezzi per enfatizzare l'impatto delle inquadrature che hai scelto.

  • I vari tipi di angolazioni e inquadrature trasmettono informazioni diverse sui personaggi e sul loro ruolo.
  • Le panoramiche e i campi medi consentono di mostrare i luoghi e le ambientazioni in modo ottimale.
  • I primi piani, le soggettive e le diverse angolazioni tra quelle presenti nell’elenco di riprese aiutano a comprendere gli stati d’animo di un personaggio.

L'uso di diversi tipi di inquadrature e angolazioni

La composizione dell'inquadratura prevede l’organizzazione degli elementi visivi all'interno del fotogramma per creare un’immagine gradevole e significativa. Tra gli aspetti principali rientrano l’equilibrio, la simmetria, le linee guida e lo spazio negativo. Nello storytelling visivo, la composizione può guidare lo sguardo del pubblico, enfatizzare elementi importanti e trasmettere un’emozione o uno stato di tensione. Ad esempio, l’utilizzo dello spazio negativo attorno a un personaggio può suscitare sentimenti di isolamento o vulnerabilità.

Le inquadrature e le angolazioni di ripresa sono essenziali per definire il registro, il ritmo e l'impatto emotivo di una scena. Diverse angolazioni possono creare interpretazioni drasticamente differenti della stessa azione, ad esempio un'angolazione dal basso crea suspense, mentre un primo piano risulta più intimo. La combinazione delle varie inquadrature e angolazioni influenza la percezione che il pubblico ha dei personaggi e del loro ambiente.

Ora che le telecamere di alta qualità sono ormai integrate negli smartphone, la realizzazione di film è diventata accessibile a un pubblico più ampio, aprendo le porte a nuove voci e prospettive. La facilità d'uso e la portabilità dei dispositivi mobili consentono inoltre di sperimentare angolazioni di ripresa non convenzionali, prospettive e nuovi tipi di inquadrature, dando vita a stili di ripresa nuovi e più dinamici.

Questo articolo tratta varie angolazioni e inquadrature, in particolare:

  • inquadrature basate su distanza e framing, con considerazioni su come la vicinanza al soggetto influisca su atmosfera, dettagli e impatto emotivo
  • angolazioni e prospettive di ripresa, ovvero l'effetto delle angolazioni verticali e orizzontali sulla percezione di eventi e personaggi
  • inquadrature in movimento, per aggiungere suspense, entusiasmo o fluidità in base al movimento della telecamera
  • inquadrature fondamentali, che offrono un quadro completo dell'ambientazione e aiutano il pubblico a orientarsi

Categorie di inquadrature a seconda della distanza e del framing

La lunghezza focale influisce sia sul campo visivo che sulla distanza percepita tra gli oggetti inquadrati. Le lunghezze focali corte, ad esempio 24 mm, forniscono un campo visivo più ampio e fanno apparire gli oggetti più distanti, mentre le lunghezze focali maggiori, ad esempio 85 mm, comprimono la scena dando l’idea che gli oggetti siano più vicini l’uno all’altro.

La lunghezza focale si ripercuote anche sulla profondità di campo. Le lunghezze focali maggiori, infatti, producono in genere una bassa profondità di campo, utile a isolare i soggetti dallo sfondo.

Variare la distanza di ripresa può riflettere lo stato emotivo di un personaggio. Per comunicare un'evoluzione emotiva, si può iniziare con un campo largo che si trasforma gradualmente in primo piano man mano che il personaggio diventa più vulnerabile emotivamente. Si crea una narrazione che rispecchia visivamente la sua interiorità.

Nelle prossime sezioni, approfondiremo i seguenti tipi di inquadrature basate sulla distanza:

  • Primissimo piano
  • Primo piano
  • Mezzo primo piano
  • Piano medio
  • Piano americano
  • Campo medio
  • Campo lungo
  • Figura intera
  • Campo largo

Primissimo piano (PPP)

Un primissimo piano si concentra su un dettaglio specifico, ad esempio gli occhi o le labbra di un personaggio, oppure un oggetto importante, per intensificare il pathos e dirigere l'attenzione su un momento significativo della storia. Focalizzandosi su un piccolo elemento all'interno dell'immagine, questo tipo di inquadratura rafforza il legame del pubblico con il soggetto e spesso rivela sentimenti ed emozioni che il solo dialogo non sempre riesce a trasmettere.

Ad esempio, in una scena in cui un personaggio è rimasto ferito da un altro, una lacrima che scende sul viso può dire molto su come si è svolta l'interazione.

Primo piano (PP)

Nei primi piani, e ancor più nei primissimi piani, spesso si utilizzano lunghezze focali maggiori (85-135 mm) per comprimere i tratti del viso e sfocare gli sfondi. Si possono scegliere aperture più ampie (f/1.8-f/2.8) per una profondità di campo ridotta.

In un primo piano lievi espressioni facciali, il linguaggio del corpo o un oggetto significativo possono far trasparire determinate emozioni. L'inquadratura è occupata da un solo elemento, quindi le distrazioni sono ridotte al minimo.

Mezzo primo piano (MPP)

Un mezzo primo piano inquadra un soggetto dalle spalle o dal petto in su, quindi riprende sia le espressioni facciali sia, in parte, il linguaggio del corpo. Questa inquadratura è comunemente usata in scene con emozioni intense perché favorisce l'immedesimazione con il personaggio e ciò che prova.

Ad esempio, possono essere visibili sia un pugno serrato sia una lacrima che scende sul viso. Poiché mostra anche parte del busto, un mezzo primo piano comunica le emozioni del personaggio, ma anche il contesto situazionale.

Piano medio (PM)

Nei piani medi si utilizzano in genere lunghezze focali standard (35-50 mm), che creano una prospettiva naturale. La luce spesso bilancia il soggetto e lo sfondo.

Questa inquadratura si utilizza spesso nelle scene con dialoghi o interazioni di gruppo, perché offre spazio sufficiente per mostrare più personaggi, con varie azioni e segnali a livello di linguaggio del corpo. Il piano medio è perfetto per un racconto complessivo, in quanto mantiene il contesto visivo senza rinunciare alla trasparenza emotiva.

Piano americano (PA)

Negli Stati Uniti degli anni Trenta, i registi iniziarono a utilizzare il cosiddetto piano americano, uno stile di inquadratura cinematografica che ritraeva i pistoleri dal cappello alle fondine a metà coscia. Nei film moderni si utilizza per mostrare il linguaggio del corpo di un soggetto, insieme alle sue espressioni facciali, e parte dello sfondo. In Wonder Woman, ad esempio, un piano americano riprende Diana mentre, attraversando il campo di battaglia, respinge i proiettili con i pugni e sorride compiaciuta del suo potere.

Campo medio (CM)

Un campo medio, che inquadra il soggetto dalle ginocchia in su, coniuga dettagli e consapevolezza spaziale. Crea una distanza sufficiente per mostrare azioni e linguaggio del corpo, ma allo stesso tempo consente di creare un legame emotivo con il personaggio.

Questa inquadratura è tipica dei film western, in cui ritrae figure solitarie in vasti paesaggi, creando un interessante contrasto tra un personaggio e il suo ambiente. È anche frequentemente utilizzata per riprendere personaggi in piedi che parlano o i loro movimenti. È quindi un'ottima scelta per scene d'azione con dialoghi.

Campo lungo (CL)

Il campo lungo inquadra un soggetto per intero, di solito dalla testa ai piedi, e mostra anche buona parte dell'ambiente circostante. Questa inquadratura ampia, usata in genere per enfatizzare la distanza, le dimensioni o l'isolamento, colloca i personaggi nel loro contesto.

Il campo lungo si utilizza per presentare l'ambientazione, rappresentare la relazione di un personaggio con l'ambiente circostante, sottolineare l'immensità, o il vuoto, di una scena.

Figura intera (FI)

La figura intera inquadra un soggetto per intero, dalla testa ai piedi, ma lascia comunque spazio per alcuni elementi dello sfondo. Crea un equilibrio visivo tra un personaggio e il suo contesto ed è un'ottima scelta per mostrare contemporaneamente movimento, linguaggio del corpo e ambiente.

Questa inquadratura si usa in genere se è essenziale per una scena vedere un personaggio nella sua interezza, ad esempio un insegnante in piedi davanti a una lavagna, che cammina avanti e indietro in attesa dell'inizio del primo giorno di scuola.

Campo largo

Il campo largo spesso è abbinato a lunghezze focali inferiori (16-35 mm) per riprendere scene ampie. Può essere necessaria un'apertura ridotta (f/8-f/11) per aumentare la profondità di campo. Questa inquadratura si usa di solito per mostrare le dimensioni e il contesto o per sottolineare la relazione tra i personaggi e il loro ambiente.

Spesso possono rientrare nella definizione di campo largo le inquadrature master, a due, i piani americani e non solo.

Inquadrature con più soggetti

Per coinvolgere il pubblico comunicando tensione emotiva o diversi punti di vista si può ricorrere alle inquadrature con più soggetti o al cambio di prospettiva tra due o più personaggi. Le tecniche più comuni sono l'inquadratura di quinta e la soggettiva, utilizzate per coinvolgere lo spettatore come se fosse parte dell'azione.

Ad esempio, per un dibattito tra due persone può essere adatta un'inquadratura di quinta, in cui un personaggio è in primo piano ma la camera mette a fuoco la reazione dell'altro, mostrando il conflitto tra di essi. Una soggettiva, invece, può essere usata per mostrare uno studente che sale sul palco dell'auditorium per un discorso.

Questi tipi di inquadrature presentano chiaramente le dinamiche tra i diversi personaggi, facendo sentire gli spettatori parte della storia anziché semplici osservatori esterni.

In questa sezione, tratteremo i seguenti tipi di inquadrature:

  • Inquadratura di quinta
  • Inquadratura a due
  • Inquadratura a tre

Inquadratura di quinta (over-the-shoulder shot o OTS)

L'inquadratura di quinta è un controcampo realizzato con obiettivi standard o mediotele (50-85 mm). La luce deve bilanciare entrambi i soggetti, ma mantenere comunque la profondità. In questa inquadratura, il flusso della conversazione è rafforzato, il dialogo viene vissuto come nella vita reale e lo spettatore si mette nei panni di ciascun interlocutore. Seguire la conversazione è quindi più facile.

Questa inquadratura consente di comunicare distanza emotiva controllando in modo discreto quanto vicino o lontano lo spettatore si sente rispetto a ciascun soggetto. Quando il pubblico osserva la situazione da dietro un personaggio, può sentirsi più vicino al suo punto di vista. Si possono poi mettere in luce nuove dinamiche di potere, tensione o emozioni inespresse, in base alla composizione e al montaggio.

Inquadratura a due

Un'inquadratura con due soggetti, che mostra il linguaggio del corpo, l'interazione e la distanza tra di loro, può comunicare molto sulla loro relazione. "Cerchiamo di mantenere le inquadrature a due per gran parte di una scena e poi passare a un'inquadratura singola o a un primissimo piano per una battuta decisiva o un dettaglio importante", afferma il regista Ruckus Skye.

Inquadratura a tre

I tre personaggi protagonisti di questa inquadratura sono solitamente disposti in modo da enfatizzare le loro interazioni e relazioni. Questa inquadratura viene spesso utilizzata per comunicare unità, squilibrio o conflitto all'interno di un gruppo.

Se i personaggi sono vicini o equidistanti tra loro, questa inquadratura può esprimere collaborazione o valori condivisi. Se invece un personaggio è separato dal gruppo o rappresentato a un'altezza diversa, è segno di tensione e conflitto.

Le diverse angolazioni di ripresa e i loro effetti

L'altezza della telecamera rispetto al soggetto influisce sulla percezione delle dinamiche di potere. Se i soggetti sono ripresi dal basso appaiono dominanti, mentre se si vedono dall'alto possono sembrare vulnerabili. Un'angolazione estremamente bassa o alta può creare distorsioni prospettiche, esagerando le caratteristiche più vicine alla telecamera. Questa distorsione può essere ulteriormente enfatizzata utilizzando obiettivi grandangolari vicino al soggetto.

In questa sezione vedremo i seguenti tipi di angolazioni nel cinema:

  • Inquadratura frontale
  • Inquadratura dall'alto
  • Inquadratura dal basso
  • Angolo olandese o piano olandese
  • Inquadratura a piombo (plongée)
  • Inquadratura soggettiva (point-of-view shot o POV)
  • Controcampo
  • Inquadratura di profilo

Inquadratura frontale

L'inquadratura frontale è quella della vita quotidiana. Non si sbilancia e non ha lo stesso effetto narrativo dell'inquadratura dall'alto o dal basso, tanto che molti registi evitano di usarla. "Non ha prospettiva", spiega la regista Lane Skye. Ruckus Skye continua: "Guardare un personaggio da sopra lo fa sembrare più piccolo, magari poco sicuro o potente. I supereroi, invece, si guardano sempre dal basso. È un cliché, ma si può applicare anche in scala minore, a livello più subconscio".

L'inquadratura frontale è considerata neutrale poiché la macchina è posizionata alla stessa altezza degli occhi del soggetto e lo riprende dalla stessa prospettiva da cui si guardano le persone nella vita reale. Questa angolazione evita di enfatizzare le dinamiche di potere o la distanza emotiva, ed è quindi l'inquadratura migliore per rappresentare realismo e oggettività.

Con un obiettivo a lunghezza focale media, di solito 35-50 mm su una videocamera full-frame, la prospettiva rimane fedele alla visione nella vita reale.

Inquadratura dall'alto

In un'inquadratura dall'alto, i personaggi appaiono piccoli, vulnerabili o persi. È spesso utilizzata nei film horror, thriller o di suspense perché trasmette pericolo o shock.

All'inizio di Titanic, James Cameron riprende dall'alto Rose che guarda l'oceano, in un'immagine che simboleggia la sua impotenza a decidere della propria vita. Allo stesso modo, nella saga di Harry Potter, l'elfo domestico Dobby è quasi sempre ripreso dall'alto, per sottolineare la sua bassa statura e il suo ruolo marginale come umile servitore.

Inquadratura dal basso

Se un personaggio è ripreso da sotto, che la telecamera sia posizionata appena sotto i suoi occhi o ai suoi piedi, si parla sempre di inquadratura dal basso, una tecnica che dà l'impressione che il personaggio torreggi sul pubblico e si utilizza quindi per trasmettere un senso di potere e autorità.

Questo tipo di angolazione aiuta il pubblico ad avvicinarsi a personaggi potenti e intoccabili, immedesimandosi in loro, quindi viene spesso utilizzata in film d'azione o di supereroi. Nel classico western Ombre rosse, il personaggio eroico di John Wayne viene presentato con questa inquadratura, che lo fa apparire imponente e padrone della situazione.

Angolo olandese o piano olandese

L'angolo olandese può essere realizzato con qualsiasi obiettivo. Il segreto sta nell'inclinare la macchina da presa rispetto all'asse orizzontale, in genere di 15-45 gradi. A differenza di una semplice inclinazione, l'angolo olandese dà l'impressione che qualcosa non torni nel personaggio o nella scena. Viene spesso utilizzato per creare tensione o disagio, ad esempio per comunicare l'instabilità mentale di un personaggio o una sensazione inquietante.

Inquadratura a piombo (plongée)

Questa ripresa aerea verso il basso può comunicare la piccolezza dei soggetti o la vastità del loro ambiente e trasmettere impotenza, isolamento, insignificanza, ad esempio sorvolando una grande città dopo un evento apocalittico, con edifici in rovina e scie di fumo all'orizzonte per indicare l'enorme impatto dell'avvenimento sugli abitanti.

Inquadratura soggettiva (point-of-view shot o POV)

Un'inquadratura soggettiva può essere abbinata a varie lunghezze focali a seconda dell'effetto desiderato. Per imitare il movimento naturale della testa, si può optare per una ripresa a mano libera o stabilizzata.

Nell'inquadratura soggettiva il pubblico vede attraverso gli occhi di un soggetto, immedesimandosi di più nel suo stato emotivo e nelle sue esperienze. Condivide quindi le sue emozioni e prova una vicinanza più profonda nei confronti dei personaggi.

Controcampo

Si può utilizzare un controcampo per mostrare la reazione o la risposta di un personaggio a un altro già mostrato (nell'inquadratura soggettiva). Riprende la prospettiva opposta alla soggettiva, spesso dopo un'inquadratura di quinta, per cambiare il punto di vista mantenendo lo stesso asse di movimento per motivi di continuità spaziale.

Per il controcampo si utilizzano solitamente lunghezze focali medie (tra 35 e 50 mm) e un'inquadratura simile a quella soggettiva (in genere un piano medio o un mezzo primo piano) per mantenere scala e prospettiva. Alternando le due prospettive, questa tecnica mantiene il pubblico coinvolto nel dialogo e nell'azione senza ricorrere a cambiamenti bruschi del punto di vista.

Inquadratura di profilo

In questa inquadratura il soggetto è ripreso di lato, con il profilo completo del viso, solitamente a un angolo di 90 gradi rispetto alla telecamera. L'effetto può essere di profonda contemplazione, osservazione distaccata o distanza emotiva, poiché non c'è un contatto visivo diretto e le espressioni del soggetto non si vedono frontalmente.

L'inquadratura di profilo è utilizzata per mostrare la chiusura emotiva o in generale la riflessione di un personaggio. Di solito è abbinata a una distanza media o medio-lunga con una lunghezza focale di 35-55 mm, per creare un effetto naturale riprendendo sia la postura sia le espressioni facciali.

Inquadrature in movimento per una maggiore dinamicità

Per stare al passo con l'azione, la macchina da presa deve mantenere il ritmo del soggetto. Le riprese che implicano il movimento fisico o visivo della macchina, come la carrellata, possono dare ritmo alla narrazione, aumentare la profondità emotiva o definire l'orientamento spaziale.

In questa sezione tratteremo le seguenti inquadrature in movimento:

  • Carrellata
  • Panoramica
  • Carrellata avanti/indietro e dolly zoom

Carrellata

In una carrellata la macchina da presa segue il soggetto, spesso procedendo al suo fianco, davanti o dietro di lui. Questa tecnica crea un senso di slancio che fa sentire lo spettatore parte dell'azione.

La carrellata può essere realizzata da molteplici angolazioni, ad esempio di profilo, dal basso o da dietro le spalle, a seconda dell'atmosfera e degli effetti visivi voluti.

Ad esempio, mentre un personaggio avanza in un corridoio buio, la telecamera lo può seguire a lato per sottolineare la tensione e la paura dell'esplorazione di un edificio inquietante.

Panoramica

In una panoramica orizzontale la telecamera si sposta lateralmente per svelare nuove informazioni, ampliando gradualmente il campo visivo. Può creare tensione, se il pubblico si aspetta di vedere apparire qualcosa, o creare consapevolezza spaziale, mostrando l'ambiente circostante.

Si può anche combinare la panoramica con diverse angolazioni per cambiare il registro, la prospettiva o il focus di una scena in un unico movimento continuo. Un esempio è l'inquadratura di profilo di un personaggio seduto al bancone di un bar, con una panoramica sulla sua espressione, in cui la telecamera continua poi alle sue spalle per rivelare l'ingresso di un altro personaggio dal lato opposto del locale.

Carrellata avanti/indietro e dolly zoom

Nelle riprese con dolly la macchina si muove su un binario o su un carrello in modo da avvicinarsi o seguire con ritmo costante un soggetto. L'effetto è naturale e sofisticato. Il carrello o dolly può muoversi in vari modi, ognuno dei quali aiuta a far progredire la narrazione in modo diverso.

  • Carrellata avanti: la macchina da presa, in genere con un teleobiettivo o un obiettivo medio, si avvicina al soggetto per creare una sensazione di intensità emotiva o aumentare l'attenzione su un particolare elemento della scena. Questa inquadratura viene utilizzata per enfatizzare la presa di coscienza di un personaggio o per creare suspense mentre ci si avvicina a lui.
  • Carrellata indietro: in questa inquadratura, la telecamera si allontana dal soggetto, creando una sensazione di vulnerabilità, distacco o rivelazione. Per simboleggiare il cambiamento o l'isolamento, l'ideale è una lunghezza focale più ampia per mettere a fuoco lo sfondo man mano che il soggetto si allontana.
  • Dolly zoom: conosciuto anche con il nome di "effetto Vertigo", il dolly zoom combina una carrellata avanti o indietro con uno zoom simultaneo nella direzione opposta. Si crea una sensazione di disorientamento che esprime panico, shock o una realizzazione improvvisa. Un teleobiettivo è perfetto per esagerare e distorcere lo sfondo in questa inquadratura impressionante.

Inquadrature fondamentali per ritmo e narrazione

Se manca un'inquadratura efficace per definire il registro o l'atmosfera generale, dopo la visione del film il pubblico potrebbe sentirsi confuso. Le inquadrature fondamentali hanno fini narrativi o editoriali specifici, ad esempio garantire la completezza delle riprese, fungere da punto di riferimento per una scena o mostrare dettagli importanti.

In questa sezione tratteremo i seguenti tipi di inquadrature:

  • Inquadratura master
  • Inquadratura di ambientazione
  • Inquadratura di dettaglio o insert
  • Inquadratura di raccordo o cutaway
  • Inquadratura di reazione
  • Avvicinamento e allontanamento

Inquadratura master

Le inquadrature che riprendono tutta l'azione in una scena sono dette master e di solito si tratta di campi lunghi o larghi. Registrano ogni dettaglio e per questo sono essenziali per la completezza delle riprese. I tecnici del montaggio possono alleggerire una scena passando all'inquadratura master durante le pause dell'azione o del dialogo.

L'inquadratura master ha un ruolo diverso rispetto a quella di ambientazione. Rappresenta un'intera scena dall'inizio alla fine, spesso senza tagli. Funge da riferimento perché mostra tutti i personaggi e le loro relazioni spaziali. L'inquadratura di ambientazione, invece, presenta un nuovo ambiente all'inizio di una scena e offre quindi il contesto dell'azione, ad esempio il luogo e il momento in cui si svolge.

Inquadratura di ambientazione

Un'inquadratura di ambientazione è un campo largo utilizzato all'inizio di una scena per definire registro, tempo e luogo. Mostra dove si svolgerà l'azione e spesso si tratta di una ripresa esterna, con edifici, quartieri o paesaggi.

Ad esempio, una lenta ripresa aerea di uno skyline cittadino al tramonto con molte auto incolonnate può suggerire un'ambientazione moderna e dinamica. Invece, un campo largo statico di una strada deserta all'alba può creare un'atmosfera calma e introspettiva.

Inquadratura di dettaglio o inserto

Questi tipi di primi piani si soffermano sui dettagli, come mani o piedi. Se un personaggio guarda un messaggio sul telefono, il regista potrebbe decidere di riprendere in primo piano lo schermo del dispositivo, ad esempio. Un inserto isola elementi piccoli ma importanti all'interno della scena.

Queste inquadrature dirigono l'attenzione dello spettatore su azioni, gesti o oggetti che potrebbero passare inosservati, ma sono cruciali per la narrazione, ad esempio una mano che passa un biglietto sotto un banco di scuola.

Inquadratura di raccordo o cutaway

L'inquadratura di raccordo, invece, passa dal soggetto a qualcos’altro, come dall’espressione sorpresa dell’attore a un cane che abbaia o dal pallone che attraversa la linea di porta ai tifosi esultanti sugli spalti. Avere a disposizione riprese di questo genere può essere utile nel montaggio di più riprese della stessa scena.

Un cutaway, o inquadratura di raccordo, interrompe l'azione principale per mostrare un elemento esterno a essa ma correlato, ad esempio un luogo, un oggetto o un avvenimento fuori campo. Questa tecnica aggiunge contesto visivo senza spezzare la continuità. Attira l'attenzione su elementi narrativi importanti, mostrando il motivo della reazione di un personaggio o creando tensione rivelando qualcosa che non ha ancora notato.

Inquadratura di reazione

Nella cinematografia, le inquadrature di reazione sono importanti per lo sviluppo dei personaggi e della trama, poiché non è sempre chi parla l'elemento visivo cruciale di un film. Queste inquadrature in primo piano mostrano la risposta emotiva di un personaggio a un evento fuori campo, ad esempio una battuta, una rivelazione, una minaccia. Offrono al pubblico uno sguardo intimo sulle sue emozioni, che un'inquadratura focalizzata sul parlante non riuscirebbe a rivelare.

Avvicinamento e allontanamento

Nell'inquadratura in avvicinamento la macchina si sposta verso il soggetto per catturare l'attenzione dello spettatore. Invece, l'inquadratura in allontanamento evidenzia l'isolamento, aumentando la distanza tra lo spettatore e il soggetto. Queste riprese in movimento richiedono solitamente l'uso di dolly, gru o steadicam.

Uso efficace delle riprese di sequenze da un punto di vista visivo e tematico

La costituzione delle sequenze consiste nell'organizzare le riprese in modo da creare un flusso narrativo coeso. È importante prestare attenzione al cambio delle dimensioni delle inquadrature, alla direzione di ripresa e alla corrispondenza delle linee degli occhi. Spesso si usa la regola dei 180 gradi per mantenere la continuità spaziale tra le inquadrature, con i personaggi nella stessa posizione. Infrangere questa regola senza motivo può confondere il pubblico e interrompere il flusso della scena.

Il ritmo dipende dalla durata delle inquadrature e dalla frequenza dei tagli. Se sono frequenti, in genere si crea più tensione o slancio, come avviene ad esempio in uno spot pubblicitario. Al contrario, sequenze più lente con riprese più lunghe possono essere utilizzate nei documentari per rivelare le informazioni o il contesto emotivo in modo più naturale.

Per un impatto maggiore, alcune scene vengono girate in piano sequenza, ovvero un'unica ripresa continua senza tagli. Questa tecnica permette di vivere il momento in tempo reale.

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