Aspect ratio: la guida completa alle proporzioni, cosa sono e come scegliere quelle giuste.

Un buon calcolo delle proporzioni renderà le tue foto decisamente più armoniose. La scelta del giusto formato determinerà lo spazio che i tuoi soggetti potranno occupare nella scena. In questa guida completa scopriamo insieme come ottenere le giuste proporzioni con i suggerimenti di alcuni esperti.

Diversi formati di fotografia HD

Illustrazione della serie Fibonacci in una conchiglia.

Sala cinematografica con schermo in grande formato

Pietre in un perfetto equilibrio.

Che cos’è l’aspect ratio?

 

In fotografia, il rapporto d’aspetto, o aspect ratio in inglese, non è altro che il formato, cioè il rapporto tra la lunghezza e la larghezza di un’immagine. Il nome indica il calcolo delle proporzioni, in forma di rapporto, tra la larghezza e l’altezza di un rettangolo, che può quindi essere una fotografia o lo schermo di un dispositivo.

Esempio di formato 4:3

Posizione yoga praticamente all’aperto in riva al mare.

Perché è così importante la cura delle proporzioni?

 

Il giusto rapporto delle proporzioni in un’immagine è importante, perché riesce a conferire maggiore armonia ai componenti della scena. Si può, in buona sostanza, riuscire a determinare lo spazio da far occupare ai soggetti. Ad esempio, pensa a una scena racchiusa in un quadrato di due persone che dialogano: questa scelta potrebbe interamente tagliare dalla composizione della foto lo sfondo e, di conseguenza, far perdere parte dei dettagli. Se la stessa conversazione fosse invece in un formato verticale, riusciresti a cogliere interamente un solo soggetto e ignoreresti completamente l’altro, perdendo informazioni utili alla lettura della scena. La storia delle arti visive ce lo conferma, prediligendo spesso i formati larghi a quelli alti. Non esiste, tuttavia, un rapporto tra le proporzioni migliore o che possa garantire un risultato migliore. Tutto dipende dai soggetti che stai fotografando, da cosa vorrai raccontare e da come verrà visualizzato. Le proporzioni più utilizzate in fotografia sono:

 

  • Il formato quadrato 1:1, che ricorda i formati delle vecchie polaroid e viene usato molto sui social network come Instagram.
  • Il formato 3:2, tra le opzioni più utilizzate perché corrisponde ai formati di stampa comuni. 
  • Il formato 4:3, lo standard dei televisori a tubo catodico, oggi poco utilizzato perché conferisce alle foto un aspetto eccessivamente compresso.
  • Il formato 16:9, ormai diventato lo standard perché è quello che rende l’immagine più simile alla percezione della visione umana.
  • Il formato 3:4, il formato più indicato per immagini verticali.
  • Il formato 3:1, un passo avanti rispetto al 16:9, più panoramico e molto utilizzato nei siti web.

 

‹‹Abbiamo due occhi affiancati sul nostro viso. Vediamo più in larghezza che in altezza, quindi ci sembra più naturale osservare qualcosa in un formato più largo.››

 

Gerry Holtz

 

Aspect ratio in fotografia.

 

Sebbene spesso non si spenda molto tempo nello studio delle proporzioni di una fotografia, avrai capito che sono un parametro molto importante, perché è la forma stessa dell’inquadratura a influire sulla composizione, ancor prima di studiare gli elementi da rappresentare. Questo vuol dire che bisogna pensare in anticipo a come verrà utilizzata la nostra foto, in modo che non risulti innaturale. Le nuove tecnologie ci offrono la possibilità di ricavare foto in qualsiasi formato, ma l’aspect ratio dipenderà sempre e soprattutto dal sensore che ha registrato la foto. 

 

Le macchine fotografiche digitali più avanzate permettono di modificare il formato dalle impostazioni, ritagliando inevitabilmente parte della scena e andando a sacrificare, ovviamente, anche parte della sua risoluzione. Vien da sé che modificare il formato di una fotografia è possibile anche in fase di editing, procedura che garantisce una maggiore precisione anche se impedisce di cambiare l’inquadratura della foto. Scegliere il formato in fase di scatto permette comunque di giocare con le inquadrature o cambiare totalmente il soggetto da immortalare. In fase di editing, invece, si potrà solo lavorare con quanto già raccolto.

 

‹‹Nell’era dei nuovi mezzi di comunicazione, raramente ci viene chiesto di creare qualcosa in un solo formato. Una delle mie prime domande quando mi confronto con un cliente è: dove verrà riprodotto? Il novanta per cento delle volte, la risposta è ‘Vogliamo il pacchetto completo. Vogliamo riprodurlo in diversi formati’.››

 

Taylor Kavanaugh

Diversi formati di fotografia con persone

Fotografia di una donna vestita in perfetta sintonia di colori con un campo di lavanda.

Quale rapporto d’aspetto scegliere dunque?

 

Abbiamo compreso l’importanza del rapporto d’aspetto per le nostre foto, ora dobbiamo capire quale scegliere. Come già detto in precedenza, non esiste una proporzione migliore di un’altra ed è necessario avere una visione, lavorare d’anticipo rispetto al futuro utilizzo della fotografia che vogliamo scattare. Per questo, possiamo dire che la scelta di un aspect ratio rispetto a un altro dipende sicuramente da tre fattori: le caratteristiche della scena raccolta, quindi dei soggetti inquadrati; la destinazione d’uso della foto e la somiglianza alla percezione dell’occhio umano. 

 

Scegliere delle proporzioni che risultino gradevoli al nostro occhio non è semplice, poiché difficilmente si può fare un vero confronto tra la percezione umana e la forma dei frame. Ciò accade perché, nonostante i sensori delle macchine fotografiche di ultima generazione siano studiati con tecnologie complesse e precise, queste ultime non riescono a simulare fedelmente quello che vedono i nostri occhi. La visione umana può essere di due tipi: monoculare e binoculare. La prima utilizza un singolo occhio, la seconda entrambi contemporaneamente ed è quella utilizziamo più spesso.

 

Sembra che i nostri occhi lavorino fissandosi su un singolo dettaglio per volta, spostandosi da una parte all’altra della scena che stanno visualizzando. Per via della disposizione degli occhi sul volto, si potrebbe pensare che, anche in fotografia, composizioni che seguono un andamento più simile alla visione umana risultino più naturali, quindi più facilmente visionabili. Secondo questa prima impressione, visualizzare un’immagine con orientamento verticale costerebbe uno sforzo maggiore. 

 

Tuttavia, è importante saper scegliere il formato anche in base al soggetto che si vuole immortalare, affinché le proporzioni totali della composizione siano in primis coerenti con quelle del soggetto. Un esempio su tutte è il formato panoramico per foto di paesaggi che si sviluppa in larghezza: quanta più scena sarà presente, tanto più il formato sarà allungato. 

Esempio di formato 16:9

Fotografia notturna. Panoramica di città.

Fotografia in 16:9

Un formato di questo tipo – 16:9 o anche più largo – immergerà lo spettatore in una visuale particolarmente suggestiva con scene molto ampie. Nel caso si vogliano catturare soggetti ben più vicini all’obiettivo o che occupano una porzione contenuta della scena, questo formato risulterebbe eccessivo, non rendendo giustizia all’immagine

 

‹‹Nei progetti in cui l’ambiente è protagonista, il formato verticale non ha la stessa forza dell’orizzontale. I progetti caratterizzati prevalentemente da personaggi sono riprodotti meglio nell’orientamento verticale.››

 

Taylor Kavanaugh

 

Aspect Ratio nel mondo della TV e sul grande schermo.

Video verticale in formato 9:16

Primo piano di una mano aperta e contenuti media.

La fotografia è l’antenata del cinema; per questo motivo, la televisione e il cinema lavorano sugli stessi parametri della fotografia. Ma con le dovute differenze che, in questi casi, sono accortezze che migliorano il potenziale di visione e di risoluzione. Conoscere e saper usare le giuste proporzioni ci torna utile anche nella scelta del supporto monitor che vogliamo utilizzare, in base ai nostri gusti e alle nostre esigenze. La maggior parte delle TV adotta il classico 16:9, ormai  standard come rapporto d’aspetto. Sui monitor, invece, il discorso è diverso poiché la scelta di un formato rispetto a un altro è dettata da altre variabili. Troviamo il formato standard in 16:9, che è il widescreen, il 16:10 e formati molto larghi (ultrawidescreen) e addirittura i 32:9. Schermi più larghi sono pensati, ad esempio, per offrire visuali di gioco più entusiasmanti ai gamer, che di solito preferiscono schermi da 49 pollici e una risoluzione di 3840x1080. 

 

Un’altra caratteristica da tenere in considerazione, insieme al rapporto d’immagine, è sicuramente la risoluzione dello schermo, cioè il numero di pixel orizzontali e verticali. A seconda del formato, le risoluzioni possono essere le seguenti:

 

  • Rapporto d’aspetto 4:3 con possibili risoluzioni 1400x1050, 1440x1080, 1600x1200, 1920x1440, 2048x1536.
  • Rapporto d’aspetto 16:9 con possibili risoluzioni 1280x720, 1920x1080 (conosciuto come Full HD), 2560x1440, 3840x2160 (4K), 5120x2880, 7680x4320 (8K).
  • Rapporto d’aspetto 16:10 con possibili risoluzioni 1280x800, 1920x1200, 2560x1600.
  • Rapporto d’aspetto 32:9 con possibili risoluzioni 3840x1080, 5120x1440.

 

Ancora oggi, il formato 16:9 è lo standard per la fruizione di contenuti video. Nel cinema si preferisce il widescreen come il 1,85:1 e il 2,39:1. Se pensiamo, ad esempio, allo schermo di uno smartphone, l’oggetto che utilizziamo di più, per aumentarne i pollici si è passati progressivamente dai 16:9 ai 18:9, fino ad arrivare ai 19:9 e perfino ai 20:9.

 

Come calcolare il rapporto d’aspetto.

 

Se ti trovi a questo punto della guida, avrai letto più volte una serie di numeri separati dal simbolo “:”. Ma cosa significano in realtà e da cosa derivano? Se hai prestato particolare attenzione a quanto detto, avrai sicuramente acquisito il significato di rapporto d’aspetto (o aspect ratio), e saprai che i numeri a destra e sinistra dei nostri due punti (:) indicano rispettivamente la larghezza e l’altezza dell’immagine. Adesso andiamo a scoprire come calcolare manualmente il rapporto d’aspetto. Ti servirà una calcolatrice, se non hai voglia di fare calcoli con carta e penna. È possibile anche affidarsi a dei calcolatori online, ma iniziamo a conoscere la formula utilizzata da qualsiasi calcolatore di proporzioni.

Doppio formato di foto di ragazza con pizza

Scrittura con gesso su una lavagna.

Eseguire il calcolo da soli permettere di conoscere a fondo il processo dietro la misurazione dell’aspect ratio.

Partiamo dal formato standard 16:9, che esprime la proporzione tra la larghezza e l’altezza di una foto o di uno schermo. Questa proporzione prescinde dall’unità di misura che si utilizza.

 

    Formato 16:9   --------------->   Larghezza/Altezza   =   16/9  ≃ 1,78

 

Il valore del rapporto d’aspetto è indicato con il risultato arrotondato della divisione.

 

Aspect ratio: formati a confronto.

Doppio formato di foto di ragazza con pizza

Proiettore vintage di pellicole cinematografiche.

Procediamo adesso con una breve guida sui diversi formati del rapporto d’aspetto e sulle possibili applicazioni. Ti accorgerai come, a seconda dell’utilizzo e con lo sviluppo della tecnologia, nel tempo tutto è cambiato in maniera sostanziale. Le proporzioni delle vecchie fotografie in bianco e nero sono decisamente diverse da quelle, anche se poche, che stampiamo oggi. Vediamo le differenze tra le diverse proporzioni e cerchiamo di raggrupparle in una tabella. Come potrai capire dalle foto qui sotto, il rapporto 16:9 è la base dell’alta definizione, ma ormai è diffusissimo anche nella televisione standard. Uno schermo con aspect ratio in 16:9 con la stessa altezza di un 4:3 corrisponde a un formato più largo e, infatti, l’immagine in 16:9 sembra migliore di quella in 4:3 poiché può usufruire di una superficie visiva maggiore, comprendendo gli spazi aggiuntivi delle periferie laterali.

Aspect Ratio

Descrizione

1,17:1 

Un formato molto simile a quello utilizzato oggi nella fotografia anamorfica. Anche detto Formato Movietone, era usato nei primi film sonori in 35 mm.

1,25:1

Usato principalmente dalle TV inglesi a 405 linee, fu utilizzato fino al 1950 e sostituito poi con il 1,33:1.

1,33:1

Noto come 4:3, era il rapporto originale del cinema muto in 35 mm. Usato per le produzioni televisive, è uno degli standard previsti per la compressione MPEG-2.

1,37:1

Utilizzato per le proporzioni cinematografiche in 35 mm e adottato ufficialmente dall’AMPAS tra il 1932 e il 1953. È stato utilizzato anche in alcune produzioni moderne ed è lo standard per il 16 mm.

1,43:1

Il formato IMAX, le cui produzioni usano pellicola da 70 mm fatta scorrere orizzontalmente.

1,5:1

Noto come 3:2, è utilizzato per la fotografia in 35 mm.

1,56:1

Conosciuto come 14:9, è spesso utilizzato per la produzione di filmati pubblicitari. Le immagini possono essere usate sia su televisori tradizionale che widescreen.

1,66:1

L’European Flat, era un rapporto standard del cinema panoramico europeo, fu utilizzato per la prima volta dalla Paramount.

1,75:1

Un formato panoramico sperimentale poi abbandonato.

1,78:1

È il formato 16:9, rapporto standard per il video ad alta definizione. È uno dei tre rapporti previsti per la compressione video MPEG-2.

1,85:1

Formato conosciuto come Academy Flat, si tratta di un rapporto panoramico standard, impiegato per la prima volta nelle produzioni cinematografiche inglesi e americane e poi divenuto di uso internazionale.

2,00:1

Rapporto del SuperScope.

2,06:1

Anche conosciuto come 37:18, è l’Infinity Display di Samsung Galaxy S8 e S8+.

2,20:1

Standard per le pellicole da 70 mm sviluppato per la prima volta negli anni ’50.

2,33:1

Formato conosciuto come 21:9, il classico di schermi panoramici e da cinema.

2,35:1

Usato nel CinemaScope, proporzioni del 35 mm anamorfico.

2,39:1

Proporzioni del 35 mm anamorfico dopo il 1970.

2,55:1

Proporzioni originali del CinemaScope prima dell’aggiunta della traccia audio ottica.

2,59:1

Proporzioni del Cinerama.

2,66:1

Brevettato dal francese Chrétien nel 1927 e antesignano del CinemaScope.

2,76:1

Proporzioni dell’Ultra Panavision ma utilizzato solo per pochi film.

4,00:1

Il formato del Polyvision.

Come cambiare l’aspect ratio con Adobe Premiere.

 

Infine, spieghiamo brevemente come impostare le proporzioni di una sequenza. Operazioni preliminari:

 

  • Crea una nuova sequenza. Seleziona File > Nuovo > Sequenza. Puoi anche consultare, per informazioni aggiuntive, la pagina su come creare e modificare le sequenze.
  • Passa alla scheda Impostazioni della finestra di dialogo Nuova sequenza.
  • Passa alla scheda Impostazioni.
  • Nella sezione Video, inserisci i valori di Dimensione fotogramma (altezza) e orizzontale (larghezza). Premiere Pro genera automaticamente la proporzione.
  • Compila i campi corrispondenti specificando il nome per la sequenza e poi clicca OK.

 

A questo punto la proporzione per la sequenza è impostata.

 

Come ridimensionare un video o un’immagine.

 

A questo punto potresti chiederti come ridimensionare un’immagine o un video per adattarli alle dimensioni di un fotogramma, cioè come scalare un’immagine alle dimensioni del frame. In fase di editing, succede di dover adattare un’immagine per fare in modo che altezza e lunghezza corrispondano alla risoluzione della nostra sequenza. Adobe Premiere Pro comprende due funzioni in grado di ridimensionare l’immagine alla risoluzione del fotogramma.

Doppio formato di foto di ragazza con pizza

Screenshot delle funzioni Adobe Premiere Pro.

Stiamo parlando delle funzioni Ridimensiona a dimensione fotogramma e Imposta su dimensione fotogramma. Come utilizzarle?

 

  • Seleziona la clip da ridimensionare sulla timeline.
  • Cliccaci sopra con il tasto destro del mouse.
  • Nel menu che si aprirà seleziona la voce Imposta su dimensione fotogramma o Ridimensiona a dimensione fotogramma.

 

Entrambe le funzioni hanno lo stesso scopo, seppur con effetti diversi. Premiere Pro modificherà la scala diminuendone o aumentandone il valore nella funzione Imposta su dimensione fotogramma, per adattare automaticamente la clip alla sequenza con un processo reversibile che non intacca la qualità dell’immagine. Bisogna prestare un po' di attenzione in più, invece, con la funzione Ridimensiona a dimensione fotogramma. Questa sarà un’operazione irreversibile che non modificherà la scala dell’immagine ma interverrà sui pixel, ricampionandoli senza intaccare la dimensione originaria dell’immagine. Si intuisce quindi che questo strumento potrebbe rivelarsi una trappola se non si sa come utilizzarlo.

 

Consigli utili.

 

  • Acquisisci le basi dell’aspect ratio.
  • Impara a calcolarlo.
  • Impara come e quale scegliere.
  • Conosci i vari formati del rapporto d’aspetto.
  • Impara a modificarlo con Adobe Premiere Pro.

Collaboratori.

Gerry Holtzesperto di editing video e colorista.

Taylor Kavanaughregista e produttore cinematografico.

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